Il petrolio non è
solo nero ma possiede colori diversi con toni di marrone, giallo
e persino verde. Questo perchè esistono tipi diversi di petrolio
in funzione dei prodotti biologici originali che ne hanno
determinato la produzione ognuna delle quali possiede
caratteristiche anche molto difformi. Ogni qualità si
differenzia non solo per il colore ma per la composizione delle
catene degli idrocarburi rendondola più o meno pregiata in
funzione delle possibilità di raffinazione e di conversione
quindi in prodotti più o meno pregiati.
Il petrolio come ben sappiamo ha una
influenza notevole sull'economia e sulle borse vediamo di
analizzarne i meccanismi in modo semplice ma completo.
Il nome petrolio è di derivazione classica
(petra oleum = olio dalla pietra) a confermare che il suo
utilizzo è antichissimo. Si tratta di una trasformazione di
materiale biologico in miscele di idrocarburi che avviene nel
sottosuolo per effetto della combinazione di pressione e calore.
Viene anche definito oro nero anche se in realtà a volte
possiede colori diversi perchè esistono tipi diversi con
caratteristiche anche molto difformi, quindi quando si parla di
petrolio e di prezzo di petrolio è necessario specificare di
quale tipo parliamo: il Brent è una varietà di alta qualità
solitamente utilizzata come riferimento e per questo molto noto.
Il petrolio è attualmente una risorsa
primaria per l'uomo quindi strategica per le singole nazioni che
senza di esso avrebbero in breve gravissimi problemi dato che il
petrolio fornisce energia (centrali elettriche ad olio
combustibile, attualmente il tipo più diffuso) carburanti per
tutti i trasporti terrestri, navali e aerei e costituisce infine
la base dell'industria chimica moderna.
Quanto durerà il
petrolio?
La fissione
nucleare
Esistono due sistemi
attualmente conosciuti per produrre energia dall'atomo la
fissione e la fusione. Il primo scinde spacca atomi molto grandi
in porzioni più piccole: questo produce energia immensa pochi Kg
di materiale alimentano una centrale nucleare per anni, ma gli
atomi utilizzabili sono purtroppo radioattivi e pericolosi. Le
centrali nucleari di primo tipo realizzate durante la guerra
fredda non erano in realtà centrali elettriche anche se
producevano comunque energia ma si trattava in realtà di
fabbriche per la produzione di testate nucleari per i missili e
le bombe ed erano pericolossissime perchè forzatamente di tipo
molto instabile per ottimizzare la produttività militare.
L'incidente russo di Cernobyl è tristemente famoso. Le centrali
nucleari di seconda generazione esclusivamente adatte a produrre
energia senza alcuno scopo militare sono invece del tutto sicure
e produco inquinamento infinitesimale rispetto a quelle
convenzionali.
La fusione
nucleare
La fusione al
contrario utilizza atomi piccolissimi quelli dell'idrogeno
elemento presente in enorme quantità sulla Terra o meglio
nell'acqua. Il procedimento è quello che avviene nel Sole ed in
tutte le stelle due atomi piccoli vengono fusi insieme per
formarne uno più grande e il processo rilascia energia in
quantità astronomica anche rispetto alla fissione. Energia
pulita perchè il carburante non è radioattivo e a costo quasi
nullo, l'acqua è disponibile in quantità illimitate e gratuite
per tutti, ad inquinamento zero perchè i residui sono elio e
vapori.
Il petrolio quindi è una risorsa primaria
soprattutto in funzione dello sviluppo dei singoli paesi
ma non è presente ovunque. Gli USA rimangono il maggiore
consumatore di petrolio e sono il terzo produttore, ma i
tradizionali consumatori europei e il Giappone sono attualmente
affiancati e superati nei consumi dai paesi emergenti
quali Cina, India, Corea del Sud, ecc. Naturale quindi che tutti
vogliano sapere quanto durerà.
Al dì là delle teorie individuali nessuno
al momento è in grado di fornire risposte a questa domanda, si
fanno molte ipotesi ma nessuna in realtà è attendibile. I dati
certi sono che al momento il petrolio fornisce energia a costi
competitivi e l'aumento dei consumi dovuti al progresso
socio-economico è circa del 2% annuo. I giacimenti si
esauriscono in media in uno o due decenni ma i metodi di
estrazione migliorano e si trovano nuovi giacimenti. Si stanno
inoltre raffinando processi di trasformazione di altri elementi
quali le "sabbie bituminose". Esistono inoltre teorie secondo le
quali il petrolio si forma in strati molto profondi e sale
successivamente in sacche meno profonde dalle quali può essere
estratto a suffragio di queste ipotesi alcuni giacimenti
esauriti si sono riempiti nuovamente e questo proverebbe che
esistono risorse profonde molto ampie. In ogni caso al momento è
impossibile prevedere quale sarà la reale disponibilità nel
lungo periodo da tempo vengono pubblicati studi che affermano
che il petrolio potrà essere estratto solo per altri 30 o 40
anni ma in realtà questo limite rimane sempre lo stesso
nonostante il trascorrere del tempo.
Soprattutto nessuno è in grado di
prevedere quali saranno i consumi e i costi di estrazione a 20
anni quindi ogni previsione è di fatto inattendibile oltre il
breve periodo. Chi disponesse realmente di questa informazione
avrebbe a disposizione un potere enorme quindi nessuno condivide
con gli altri i propri dati.
Per quanto riguarda i consumi è poi
necessario indicare che quasi tutte le nazioni stanno cercando
di attuare piani di sensibilizzazione e di risparmio energetico,
si sta cercando di realizzare centrali elettriche di tipo
alternativo a quelle a base petrolifera o gassosa (il gas metano
è associato al petrolio con meccanismi evidenti) oggi in
maggioranza potenziando il nucleare e le fonti alternative in
particolare quelle eoliche, ma soprattutto il laboratorio di
ricerca europeo è alle soglie della fusione nucleare.
Attualmente l'Europa sta costruendo la
prima proto-centrale cioè la prima centrale a fusione.
Proto-centrale perchè ancora non sono stati risolti
completamente i problemi relativi alla sua realizzazione che
dovrebbero però essere definitivamente risolti entro i 7 anni
necessari al suo completamento. Al progetto si sono associati
tutti i maggiori Stati del mondo ovviamente perchè il suo
completamento che potrebbe rivelarsi più rapido o più lento del
previsto rappresenterà la nuova soglia dello sviluppo per tutti:
energia a costo quasi nullo (in effetti gli unici costi saranno
quelli degli impianti di fusione e della distribuzione) e
disponibile per tutti. Finalmente si potrà utilizzare il
petrolio solo per l'industria chimica e non più bruciarlo per
ottenere energia. Immaginate un mondo nel quale tutto funziona
elettricamente e la bolletta è di pochi spiccioli.
Il mercato del petrolio
Il barile di
petrolio
Il prezzo del
petrolio viene indicato in dollari/barile ma il barile non è il
fusto metallico nel quale si stoccano i prodotti chimici liquidi
da molti anni ma un "barile" virtuale di circa 160 litri (42
galloni) che una volta era di legno e veniva utilizzato in
america per trasportare e vendere il burboun cioè il whisky
americano.
Il mercato del petrolio è fortemente
dominato dagli Stati Uniti per molti motivi alcuni dei quali
sono indubbiamente questi: consumano circa un quarto della
produzione mondiale, sono loro stessi i terzi produttori al
mondo, sono americane le famose 7 sorelle cioè le compagnie
petrolifere che di fatto controllano congiuntamente ed in modo
esclusivo un tempo e determinante ora la distribuzione mondiale
del petrolio e i processi connessi.
E' quindi ovvio che i due mercati base del
petrolio siano controllati dagli americani perchè di loro
proprietà. Il petrolio si scambia quindi attualmente al NYMEX di
New York e all' IPE a Londra e ovviamente in tutti e due il
prezzo è definito in dollari per barile. Anche se alcuni Stati
tra i quali la Russia intendono creare mercati alternativi sui
quali scambiare petrolio in valute diverse dal dollaro la
situazione attuale è ancora affidata solo a questi due mercati.
Il prezzo del petrolio
Quanto costa
un litro di petrolio greggio?
Il calcolo è
semplice essendo sufficiente dividere per 160 la quotazione
ufficiale. Ad esempio se il barile costa 100 $ un litro costerà
0,62 $ e quindi 0,44 €. Prendendo come base i 100 $/barile che
equivalgono a 44 centesimi di € si può velocemente calcolare a
mente aggiungendo o togliendo la percentuale definita dalla
differenza tra il prezzo giornaliero e 100 dai 44 centesimi di
€. In pratica se la quotazione è di 90$ il prezzo al litro sarà
di 44 centesimi di € - il 10% (100-90=10) mentre se sarà di 120$
avremo 44 + il 20% (120-100=20).
Il petrolio, nella sua quantità standard
di scambio viene quindi trattato come un titolo e il suo prezzo
ha quotazioni di riferimento variabili espresse in dollari sui
mercati di scambio. Naturalmente tutto è riferito al petrolio
greggio.
Per gentile concessione del sito oil-price.net
pubblichiamo il prezzo continuamente aggiornato di riferimento
per il barile di petrolio al NYMEX di New York.
Sopra il grafico sono indicati il prezzo
attuale e la sua ultima variazione assoluta e in percentuale,
sotto data e ora della rilevazione (orario EDT) e infine il
grafico cliccando sul quale si raggiunge il sito dell'autore
mentre passando con il cursore su:
1m si ottiene il
grafico dell'ultimo mese
1q quello
dell'ultimo trimestre
1y dell'ultimo anno
5y degli ultimi 5
anni (in realtà da marzo 2006 quindi per ora poco più di 2,5
anni )
Cosa modifica il prezzo
del petrolio?
OPEC
E' un organizzazione
nata nel 1960 per creare un cartello dei paesi produttori. Ne
fanno parte i principali produttori arabi e africani oltre
all'Indonesia (in procinto di lasciare), Venezuela ed Ecuador.
L'OPEC controlla circa il 40% (in diminuzione) della produzione
mondiale ma costituisce un riferimento importante. Il Paese
leader è l'Arabia Saudita che rimane il maggiore produttore
mondiale e che da anni persegue una politica di regolazione
delle forniture che gli ha permesso di acquisire una posizione
privilegiata nell'OPEC e di conseguenza sul mercato mondiale
superiore alle sue effettive capacità produttive.
Il petrolio è
una materia prima e
reagisce alle situazioni domanda e offerta.
una risorsa
strategica e subisce effetti politico-militari.
quotato in modo
simile alle azioni ed è sottoposto a speculazioni.
quotato in $ e
subisce effetti di cambio.
una risorsa
industriale/energetica e dipende dai variabili fabbisogni in
tali campi
una materia prima
da trovare/estrarre e oscilla in funzione di questo
soggetto a cartelli
pseudomonopolistici OPEC e 7 sorelle
Tutti questi fattori
influiscono sul prezzo del petrolio e sono evidentemente di
difficilissima lettura e di quasi impossibile previsione. Il
prezzo del petrolio comunque non sembra rispecchiare gli
andamenti dei cambi alla lettera ma sembra che gli altri fattori
siano prevalenti.
La prevedibile
diminuzione delle scorte in futuro o una maggiore difficoltà di
estrazione ne farebbero prevedere un aumento, ma la minore
richiesta dovuta ad una sensibile riduzione della produzione
energetica basata sul petrolio dovrebbe ampiamente compensare
gli aumenti e addirittura condurre a diminuzioni apprezzabili.
In realtà molta
influenza ha purtroppo avuto L'Arabia Saudita che attraverso
l'OPEC che di fatto controlla ha negli ultimi anni perseguito
una politica al costante rialzo. I nuovi scenari che si stanno
delineando, le nuove tecniche di ricerca ed estrazione, le fonti
di energia alternativa, ecc. stanno però mutando lo scenario al
momento troppo dipendente dal petrolio e dai capricci di chi
controlla il suo mercato.
Approfondimenti:
Il
petrolio nel 2008
Durante questo anno il
2008 abbiamo assistito ad una crescita vertiginosa del prezzo
del petrolio che è arrivato sino a quasi 150$ a metà anno per
poi iniziare una discesa sembra altrettanto inarrestabile. Che
cosa è successo? Certamente i fattori sono molti e anche la
crisi americana non è aliena a tutto questo, ma certamente è
necessario considerare che l'avidità dei Paesi produttori ha
forse passato il limite e ha cominciato a scatenare reazioni
importanti nei consumatori.
I grandi Paesi in sviluppo a cominciare da
Cina e India i cui governi avevano elargito aiuti economici alle
imprese fornendo bonus economici per energia e derivati
petroliferi al fine di incoraggiare e promuovere lo sviluppo
dell'imprenditoria nazionale, hanno ritirato questo tipo di
aiuti economici. Questa saggia scelta pur scatenando nel breve
periodo contraccolpi negativi per le imprese stesse ha avuto e
avrà effetti molto positivi nel medio e lungo termine. Di fatto
l'eliminazione delle sovvenzioni governative ha portato ad una
riduzione dei consumi petroliferi e quindi della richiesta, a
meccanismi produttivi più efficienti e meno dispersivi che
puntano più sulla qualità dei prodotti che sul consumismo
sfrenato. Dopo un periodo negativo presto l'economia dei Paesi
emergenti riprenderà impulso con importanti riflessi sui mercati
azionari
L'ingiustificato e catastrofico aumento del petrolio in pochi
mesi ha poi certamente affossato l'economia mondiale che sta
vivendo una fase certamente critica anche per altri motivi ma ha
anche indotto tutti a tutti i livelli a riconsiderare i consumi.
In pratica se aumenti costanti ma lievi vengono psicologicamente
assorbiti da tutti (dalla multinazionale all'utente casalingo)
come inevitabili e purtroppo trascurati, al massimo ci si limita
ad alzare i prezzi dei propri prodotti e a fare qualche economia
per un breve periodo (nel grande e nel piccolo) una salita così
ripida ha dato modo a tutti ad ogni livello di riconsiderare le
proprie posizioni.
Questo 2008 si avvia a
divenire quindi un anno di svolta della cui importanza forse ci
renderemo conto realmente solo tra qualche anno. Tutti si sono
resi conto che è necessario immediatamente eliminare gli sprechi
e ottimizzare le risorse e successivamente utilizzare
concretamente sistemi energetici non derivati dal petrolio.
Ci eravamo tutti un pò
adagiati sul petrolio da ora dobbiamo cominciare a riconsiderare
altre fonti si comincia dalla sostituzione delle lampade ad
incandescenza con quelle a vapori di gas che consumano il 20%
solo a parità di luce, all'utilizzare l'auto il meno possibile e
non da soli, si comincia a riflettere sull'efficienza delle
catene produttive e a come sfruttare le energie diverse. Tutto
il mondo ha iniziato programmi eolici che in pochi anni
assorbiranno il 15% del fabbisogno energetico, si comincia a
produrre pannelli fotovoltaici non più basati sul silicio a
costi sempre più competitivi, la fusione nucleare è sempre più
vicina, ecc.
Quindi in definitiva riteniamo che stavolta i produttori abbiano
"tirato troppo la corda" e questa spezzandosi li danneggerà
irreparabilmente proprio in quel portafoglio che in definitiva è
il loro solo credo. Riduzione dei consumi petroliferi e
ottimizzazione a tutti i livelli indurranno inevitabilmente una
caduta di richiesta che, già iniziata, non si arresterà più.
Appena il prezzo del petrolio è arrivato sotto la soglia dei
100$ (le cifre tonde fanno sempre notizia) l'OPEC ha subito
cercato di rialzare il prezzo annunciando una diminuzione della
produzione ma ormai per noi il processo è irreversibile e al dì
là delle oscillazioni temporanee assisteremo ad un progressivo
calo dei prezzi del petrolio causato da una sempre minore
domanda ed utilizzo di prodotti ed energie petrolifere con buona
pace dell'OPEC che ha tentato negli ultimi anni, riuscendovi
spesso, di applicare il ricatto petrolio a tutti.