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     Fotocamera: come orientarsi nella scelta...         

Le fotocamere digitali non utilizzano la pellicola ma un sensore CCD (Charged Coupled Device) costituiti da milioni di sensori che catturano la luce al momento dello scatto: la foto viene poi memorizzata su un supporto elettronico in genere costituito da una scheda di memoria. Per il resto le macchine fotografiche digitali rimangono simili a quelle basate su pellicola con alcune fondamentali differenze che vedremo in dettaglio.

La dimensione del sensore CCD: il numero dei punti sensibili (pixel) è uno dei parametri che determina la qualità della foto uno da 1024 x 768 pixel fornisce già ottime foto di risoluzione idonea allo schermo del PC e si definisce da 1024x768=  786.432 cioè 0,7 Megapixel (come è noto 1 Megapixel equivale a 1 milione di pixel). Con una fotocamera dotata di tale sensore possiamo visualizzare l'intera foto sul monitor ma se tentiamo di ingrandirne delle porzioni otterremo inevitabilmente una perdita di qualità esattamente come avveniva per le pellicole: con il formato 35mm si possono stampare foto ottime sino al formato 18 x 24, per formati superiori ci si rivolgeva al 6x6 e per utilizzi professionali a formati ancora superiori. Un sensore da 3 Megapixel fornisce risultati paragonabili a quelli di un ottima reflex 35mm.
Il primo parametro è quindi la scelta del sensore: preferibilmente alto senza però esagerare per non aumentare il costo inutilmente:

  • 1 megapixel: fotocamere molto economiche per fotografie destinate ad essere visualizzate così come sono senza ulteriori ingrandimenti

  • 3 megapixel:  fotocamere ancora economiche per fotografie amatoriali con ottime possibilità di ingrandimento ed elaborazione

  • 7/10 megapixel:  fotocamere di maggiore costo  per fotografia evoluta in grado di fornire prestazioni eccellenti che coprono ogni tipo di utilizzo amatoriale e non solo

  • 20 megapixel e oltre:  fotocamere estremamente costose destinate ad utilizzi professionali, ricchissime di funzioni ma delicate e scomode per gli utilizzi ordinari e del fotoamatore evoluto che non ne sfrutterà mai le potenzialità investendo inutilmente il proprio denaro.

Alcune fotocamere utilizzano un sensore CMOS invece del CCD di costo inferiore sono generalmente di qualità molto inferiore e quindi da evitare.

La qualità del sensore CCD: il numero dei punti è solo uno dei parametri che determina la qualità della foto digitale: come esistono pellicole con buona o scarsa resa cromatica anche per i sensori CCD valgono le stesse considerazioni. Esistono in commercio macchine da 10 Megapixel con sensori economici che fanno foto di qualità scadente e peggiore di altre con CCD di dimensioni anche molto inferiori. Prima di acquistare una fotocamera sarà bene verificare le prove eseguite dalle riviste del settore che pubblicano la stessa foto scattata con fotocamere diverse e permettono di compararne i risultati sotto il profilo della definizione e della resa dei colori.

Il produttore: Ai tradizionali costruttori di fotocamere (Nikon, Canon, Olympus, Leica, Rolley, ..... ) oggi si sono affiancati anche produttori di elettronica (HP, Sony, ... ) e la scelta è indubbiamente vasta ma tutti sono gelosi della propria ricerca e sviluppano i propri sensori: quindi anche se non riusciamo a trovare il test del modello che abbiamo intenzione di acquistare o che ci viene proposto possiamo avere indicazioni da test eseguiti su fotocamere analoghe dello stesso produttore per orientarci nella scelta. E' più che evidente che possiamo aspettarci di più da società che da anni operano nel settore della fotografia e meno da chi produce accessori per PC e si è inserito da poco tempo nel campo fotografico offrendo spesso a prezzi stracciati fotocamere con sensori di dimensioni notevoli ma economici e con ottiche inadeguate.

L'ottica: Le lenti dell'obbiettivo rimangono sempre l'anello più importante della catena determinando molto della qualità finale della fotografia: negli anni '60 la Nikon investì molto nella ricerca sugli obbiettivi e con tempestivi e lungimiranti contratti con i produttori di lenti sbaragliò in pochi anni il mercato superando nomi quali Rolley, Zeiss, Leica e Hassemblad per divenire il punto di riferimento del mercato. All'avvento della fotografia digitale la Nikon ha però dormito un pò sugli allori e soprattutto Olympus e Canon sono stati i primi ad intuire che le ottiche per la fotografia digitale sono profondamente differenti e hanno acquisito un vantaggio non facilmente colmabile. Per valutare un obbiettivo preferite sempre quello con più lenti e dotato di luminosità maggiore: un F 1:2.8 cattura il doppio della luce di un F 1:4. Il valore numerico indica il diaframma massimo dell'obbiettivo cioè il rapporto tra la luce che arriva alla lente frontale e quella che l'ultima lente trasmette al sensore CCD o alla pellicola, quindi un diaframma F 1:1 (teorico) indicherebbe che il sistema di lenti non perde luce trasmettendola tutta mentre un F 1:4 fa passare solo un quarto della luce assorbendone il 75%. Valori bassi appartengono quindi ad obbiettivi più pregiati e costosi: un buon compromesso è intorno a F 1:3.5, valori oltre F 1:5.6 sono appannaggio di obbiettivi molto economici e di prestazioni non entusiasmanti.

Gli obbiettivi: Le prestazioni delle ottiche fotografiche in termini di ingrandimento vengono indicate dalla "lunghezza focale" espressa in mm, dipendono dal formato della pellicola o del sensore CCD e fanno tradizionalmente riferimento ai valori del 35mm per il quale abbiamo:

  • 15 mm e meno: fisheye letteralmente occhio di pesce hanno angoli di ripresa enormi e producono quasi sempre immagini circolari molto distorte: costosissimi per utilizzi estremi

  • 20 mm:  supergrandangolo destinato alla fotografia di architettura e in ambienti piccoli: ampia profondità di campo ma distorce i soggetti vicini

  • 28 / 35 mm:  grandangoli classici per paesaggi, foto notturne, gruppi e soggetti grandi in generale permettono interessanti effetti creativi

  • 43 mm:  un obbiettivo rarissimo che viene utilizzato come riferimento perchè ha le stesse caratteristiche del ns. occhio "vede" esattamente quello che vediamo noi in termini di angolo di visione

  • 50 mm:  è stato per decenni l'obbiettivo "normale" che corredava le reflex in realtà un'ottica economica ne grandangolo ne tele per chi doveva fare tutto con un budget limitato

  • 90 mm:  il teleobbiettivo da ritratto restituisce i volti con una prospettiva molto naturale e permette di fotografare senza avvicinarsi troppo al soggetto che mantiene espressioni più naturali

  • 135 mm:  il teleobbiettivo tuttofare per ritratti e la caccia fotografica un buon compromesso general purpose

  • 200 / 300 mm:  teleobbiettivi spinti per fotografia sportiva, naturalistica e non avvicinare e quindi disturbare i soggetti: appiattiscono la prospettiva e devono essere tenuti molto fermi perchè assorbono molta luce e hanno bisogno di tempi di esposizione molto rapidi in condizioni di luce ottimali

  • 500 mm:  superteleobbiettivi destinati ad utilizzi particolari e difficili da gestire

Quando si sceglie un ottica per la fotografia digitale è necessario convertire la lunghezza focale per il fattore di conversione specifico (variabile in funzione delle dimensioni del CCD e indicato sul manuale) e paragonarla ai valori standard del 35mm per capire di quale obbiettivo si tratta. Attualmente la produzione di lenti computerizzata raggiunge standard elevatissimi e le ottiche a focale singola hanno perso la loro validità a favore degli zoom prima costosissimi e di prestazioni modeste.

Gli zoom: Sono ottiche fotografiche multifocali permettono di disporre di molte ottiche dal grandangolo al tele variando la lunghezza focale con la rotazione di una ghiera o per mezzo di un servo meccanismo.  Sono divenuti poco costosi e di prestazioni eccellenti e rappresentano una scelta quasi obbligata. Quello ideale dovrebbe avere una escursione focale da 20 a 300 mm ma generalmente se ne trovano di due tipi: quelli più orientati verso le focali corte 24 / 90 mm destinati a chi predilige il grandangolare e quelli da 40 / 200 mm per chi preferisce i teleobbiettivi. La scelta in questo caso è dettata solo dal costo e dai gusti personali. 

Gli zoom hanno due diaframmi massimi indicati ad esempio F 1:3.5 - 1:8 il primo valore si riferisce all'apertura massima disponibile in posizione grandangolo, il secondo a quella in posizione tele. Aumentando la lunghezza focale l'obbiettivo diviene infatti sempre meno luminoso anche per gli zoom valori più bassi identificano prestazioni migliori e maggiore qualità (e costo).

Gli zoom digitali: Praticamente tutte le fotocamere digitali compatte in particolare quelle economiche dispongono di zoom digitali, solo alcune di zoom ottico. Mentre quello ottico varia la lunghezza focale dell'obbiettivo con adeguati spostamenti di alcuni gruppi di lenti quello digitale si limita in realtà a presentare al fotoamatore una porzione di quanto raccolto dal sensore che viene allargata a schermo intero. Non è quindi un vero zoom e l'allargamento dell'immagine viene realizzato a scapito della qualità realizzando un degrado della foto poco visibile nel piccolo schermo LCD o nel minuscolo mirino elettronico ma evidentissimo quando si visualizza la foto sullo schermo del PC o sul televisore. L'unico utilizzo dello zoom digitale può essere per disporre di una sorta di binocolo elettronico al fine di visualizzare meglio particolari lontani ma non per fotografare. Le foto vanno sempre fatte con lo zoom digitale, se disponibile, disattivato. L'ingrandimento di un particolare se indispensabile può essere realizzato in un secondo momento con il computer in modo molto più efficace e, con programmi adatti, con perdite di qualità molto molto inferiori. Lo zoom digitale è solo un gadget assolutamente inutile e deleterio da non utilizzare mai.  

Compatte o reflex: Tradizionalmente sono questi i due tipi di macchine fotografiche tra i quali orientarsi ognuna delle quali con i suoi pregi e difetti:

  • Compatte: leggere, tascabili ed economiche hanno introdotto la fotografia digitale, dispongono ora di notevoli risoluzioni e di buone ottiche dotate nella maggioranza dei casi di zoom di caratteristiche medio - alte. Ne esistono anche di impermeabili e permettono di fotografare sempre con ottimi risultati se ben utilizzate. Quasi tutte dotate di uno schermo LCD per inquadrare e visionare le foto, sono preferibili quelle che dispongono anche di un mirino ottico con il quale è più intuitivo e immediato inquadrare. Da scartare quelle super economiche intorno a 100 € che quasi sempre dotate di insufficienti prestazioni e resa scoraggiano e allontanano dalla fotografia digitale e possono essere utilizzate solo per prendere appunti fotografici: ma per questo ormai è sufficiente la fotocamera del cellulare. La fascia di prezzo va da 200 a 400 € e sono riconducibili a due tipologie base: quelle minimali a forma di parallelepipedo dal quale sporge l'obbiettivo che alcune volte rientra nel corpo più leggere e pratiche da portare e quelle di forma simile ad una reflex standard ma più piccole dotate di maggiori possibilità e funzioni ma ovviamente più pesanti e non tascabili.    

  • Reflex ad ottica intercambiabile:  Sono corpi macchina con ottiche intercambiabili del tutto identiche alle reflex tradizionali delle quali posseggono tutte le funzioni oltre ad averne altre tipiche delle digitali. Si differenziano dalle compatte per la visione reflex cioè quanto vediamo nel mirino passa attraverso l'obbiettivo montato ed è l'esatta riproduzione di quanto vedremo nella foto, dispongono di un elettronica di controllo molto raffinata ed avanzata che permette una creatività senza limiti con esposizioni automatiche e manuali, priorità ai diaframmi o ai tempi, tempi di otturazione da millesimi di secondo a minuti e di scatti quasi immediati. La differenza è costituita dalla possibilità di cambiare le ottiche (costose e raffinate) per adeguarsi alle diverse esigenze di ripresa o solamente per scegliere l'obbiettivo giusto in funzione dei propri gusti personali. Il costo medio è di 500 / 900 € e sono destinate a chi vuole fare della fotografia un hobby a tempo pieno con centinaia e migliaia di scatti al mese. Di contro sono ovviamente delicate e scomode da portare in giro.

La scelta: Come sempre è determinata dal budget e dai gusti personali oltre che dall'utilizzo che intendiamo farne, oltre la soglia dei 200 € si trovano già ottime fotocamere e la scelta va ben ponderata senza risparmiare sulla qualità ma evitando di acquistare oggetti dotati di caratteristiche che non utilizzeremmo mai e che si rivelerebbero inutilmente costosi e scomodi e che rischiano di finire dopo qualche tempo inutilizzati.

Come già detto le caratteristiche dell'obbiettivo sono fondamentali, così come la scelta del sensore sia per dimensioni che per qualità, ma dovremo tener conto anche del tipo di scheda di memoria utilizzato che a seconda del tipo utilizzato dal modello specifico può avere anche grandi oscillazioni di costo, dell'alimentazione che rimane preferibile quella affidata a normali pile stilo con la possibilità di acquistarne di ricaricabili a pochi €, delle possibilità dell'elettronica integrata e del flash, della rapidità dello scatto, della dimensione dello schermo LCD e della sua luminosità per essere leggibile anche in piena luce, dell'esistenza di un mirino diretto (ottico o reflex), delle dimensioni, peso e costo.