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Aviaria:   leggenda metropolitana o pericolo reale?       


Si sta parlando moltissimo dell'influenza aviaria e purtroppo spesso a sproposito la redazione di
www.nontipago.it è convinta che una informazione chiara, semplice, dettagliata, completa e alla portata di tutti sia un metodo efficace per tutelare tutti: intende quindi fare un pò di chiarezza sull'argomento convinta di adempiere in questo modo anche ad un preciso obbligo sociale.
 

     Che cosa è realmente l'influenza aviaria?


L'influenza aviaria è una malattia virale cioè una malattia acuta causata da un virus di tipo infettivo.

Il virus è un organismo vivente piccolissimo (visibile esclusivamente al microscopio elettronico di dimensioni medie di 100 milionesimi di metro (ingrandire un virus alle dimensioni di una palla da tennis sarebbe come ingrandire la nostra automobile tanto da essere lunga da Napoli a Firenze) che si installa in un altro organismo che ne diviene l'ospite involontario e si moltiplica nelle cellule di questo causando patologie anche gravissime: dal semplice raffreddore sino all''AIDS e al cancro.

I virus sono in grado di infettare piante, animali e uomo e sono in genere pericolosi perché possono restare in incubazione (cioè a riposo senza causare danni) anche per molto tempo prima di scatenarsi, sono in grado di modificarsi per resistere alle cure e non sono attaccabili dagli antibiotici in grado di curare solo patologie batteriche (cioè causate da batteri e non da virus).

L'influenza aviaria è conosciuta da molti anni, in Italia i primi casi documentati risalgono alla fine del 1800 e ciclicamente sono stati riconosciuti focolai di questa malattia in polli e tacchini in grado di causare patologie respiratorie che portano alla morte questi animali, soprattutto quelli domestici a differenza dei volatili selvatici che sono più resistenti e in molti casi addirittura si comportano da portatori sani garantendo la sopravvivenza del virus dell'influenza aviaria.

Come tutti i virus anche quello dell'influenza aviaria è in grado di modificarsi e costituisce in effetti una famiglia. Nel 1997 ad Hong Kong è stato isolato un nuovo tipo che è stato chiamato H5N1. I virus influenzali di tipo A (il più pericoloso per l'uomo) vengono suddivisi in funzione dei loro antigeni H e N delle quali si conoscono quindici tipologie tutte in grado di riprodursi negli uccelli ma solo i primi tre sottotipi H (H1, H2 e H3) e i primi due sottotipi N (N1 e N2) si sono rivelati compatibili con l'uomo. Questi virus influenzali di tipo A hanno dimostrato di essere in grado di  causare infezioni contagiose e gravi in varie specie di animali tra le quali quelle diffuse nel nostro Paese sono gli uccelli, i maiali e i cavalli. Il virus dell'influenza aviaria H5N1 è caratterizzato quindi dall'antigene N1 potenzialmente pericoloso per l'uomo ma in combinazione con quello H5 che sino ad ora non ha dimostrato capacità di trasmettersi da uomo ad uomo ma solo da animale a uomo e solo in casi di allevamenti casalinghi di pollame mal tenuti e condotti.

Il virus dell'influenza aviaria H5N1 è comunque caratterizzato da un elevato grado di infettività e si diffonde molto rapidamente tra i volatili selvatici e allevati (sempre prevalentemente polli e tacchini) ma con estrema difficoltà dagli uccelli all'uomo: tanto che il numero enorme di animali infettati (o portatori sani) stimato in milioni di unità ha prodotto solo 174 casi umani di influenza aviaria confermati in laboratorio (1 marzo 2006).

Le caratteristiche di questo nuovo virus appartenente alla famiglia dell'influenza aviaria, che sino ad allora non si era dimostrata molto pericolosa sono invece mutate repentinamente: elevatissima contagiosità e patologie scatenate talmente gravi da portare alla morte in pochi giorni il 54% dei casi confermati in laboratorio: 94 su 174.

La mappa distribuita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che segnala le nazioni affette (in giallo) e le loro zone geografiche (in rosso) ove si sono verificati casi umani di influenza aviaria è disponibile qui

 

     Come si trasmette il contagio dell'influenza aviaria?


L'influenza aviaria è una malattia virale fortemente contagiosa per gli animali in particolare i volatili, da qui ovviamente il nome di aviaria, ma è purtroppo trasmissibile anche ad altri animali e all'uomo con conseguenze anche mortali.

Fortunatamente, sino ad oggi, sembra che il contagio e la trasmissione del virus sia molto rapido ed efficace tra volatili ma lo sia in misura molto ridotta nei confronti degli altri animali e dell'uomo.

La trasmissione avviene per contatto diretto con animali infetti vivi e morti e feci, urina, saliva e secrezioni infette, per via aerea attraverso le emissioni respiratorie e infine per ingestione di sostanze contaminate da feci, urina o secrezioni infette non sottoposte a sterilizzazione ad esempio mediante cottura (sono necessari meno di 2 minuti a 100°C).

Per ora i casi accertati di trasmissione all'uomo della malattia si sono verificati in ambienti e persone che operano a strettissimo contatto con polli allevati e che abitualmente vivono in condizioni igieniche di bassissimo livello ormai assolutamente inusuali per noi Italiani.

Negli escrementi e nei tessuti dei volatili infetti il virus H5N1 è in grado di mantenersi attivo a bassa temperatura (0°C) per circa un mese mentre la sua vita utile alle temperature medie ambientali (20°C) diventa di soli 5 giorni continuando a decrescere sempre più rapidamente per arrivare a qualche minuto a 70°C.

Nell'acqua il virus H5N1 è invece molto più longevo essendo in grado di sopravvivere per oltre un mese a bassa temperatura (5°C), ma la sua vitalità e resistenza decade anche nell'acqua molto rapidamente contraendosi a soli 30 minuti già a 60°C e diviene di soli 2 minuti circa in acqua bollente (100°C).

H5N1 viene comunque immediatamente reso inattivo e distrutto da solventi organici (acetone, etere, ecc.) e soprattutto dai comuni disinfettanti, dagli acidi, dagli agenti ossidanti, dagli alogeni (iodio, cloruro, ecc.) quindi una sane e corrette abitudini igieniche personali e in casa (in particolar modo in cucina) costituiscono già una formidabile barriera protettiva alla diffusione di eventuali virus.

L'esposizione ai raggi ultravioletti prodotte da lampade sterilizzanti distrugge immediatamente il virus H5N1, mentre l'esposizione diretta alla luce solare riesce a distruggerlo in una settimana in inverno quando le ore di insolazione sono inferiori e in circa 4 giorni durante il periodo estivo.

Il virus H5N1 non può essere trasmesso attraverso il consumo di alimenti adeguatamente cotti perché come già visto muore molto rapidamente già alla temperatura di 70° e viene completamente distrutto con le usuali procedure di cottura. Considerato che in Italia la carne di pollo e tacchino viene consumata esclusivamente cotta non esistono controindicazioni al consumo. Per quanto riguarda le uova vale lo stesso principio della cottura: il virus è in grado di rimanere attivo sul guscio e di penetrare all'interno e anche se sotto il profilo teorico l'animale contagiato muore entro uno o due giorni ed è scarsamente probabile che l'animale infetto e gravemente debilitato sia in grado di produrre uova, la cautela induce a consumare uova cotte. 

Il virus H5N1 ha dimostrato di potersi trasmettere fra animali e, con molta maggiore difficoltà, da animali all'uomo. Ma fortunatamente sino ad ora non si è riscontrata alcuna trasmissione da uomo a uomo.

I rischi di contagio riguardano quindi chi:

  • è abitualmente in contatto con animali selvatici o di allevamento da quelli piccoli di tipo domestico a quelli grandi di tipo industriale intensivo

  • vive in condizioni igieniche al dì sotto della media

  • mangia carne o sangue o uova di volatili non cucinati

  • utilizza acqua contaminata da liquami ed escrementi di volatili  

     Quali sono i reali pericoli in Italia?


In Italia non esistono per fortuna casi di influenza aviaria che riguardano le persone ne il pollame e gli unici casi riguardano solo pochissimi esemplari di uccelli migrati prontamente segnalati e circoscritti ma naturalmente il Ministero della Salute sta monitorando scrupolosamente la situazione secondo le direttive dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e ha nei mesi scorsi disposto alcune misure di controllo e prevenzione che sono state riconosciute molto valide e hanno indotto l'Unione Europea ad estenderle a tutti gli Stati membri. Tuttavia sarà bene intensificare la vigilanza individuale e alcune norme igieniche di carattere personale per contribuire a mantenere il nostro Paese nella attuale favorevole condizione: ciò naturalmente costituirà un vantaggio anche per gli Stati limitrofi è costituisce indubbiamente un preciso dovere sociale.

E' ben noto da tempo che maneggiare pollame crudo deve essere fatto con precauzioni maggiori rispetto agli altri alimenti perché la carne bianca cruda può essere veicolo di infezioni virali (quali ad esempio l'epatite) e viene consigliato di lavarsi con un comune sapone dopo aver effettuato le usuali operazioni che precedono la cottura di questo prima di maneggiare altri alimenti destinati alla tavola: cibi già cotti o da consumare crudi come frutta e verdura.

Quindi in realtà dobbiamo solo aumentare la vigilanza e soprattutto consumare pollame di origine certa e controllata: gli allevamenti italiani sono monitorati da mesi dal Ministero della Salute che ha anche istituito l'obbligo di una particolare etichettatura che ne certifica la provenienza e i controlli rendendo di fatto il pollame italiano il più sicuro nel mondo.

Sul pollame venduto dobbiamo quindi trovare oltre all'usuale bollo sanitario che certifica l'esito favorevole di tutti i controlli ispettivi del veterinario ufficiale anche una etichetta aggiuntiva con indicato il Paese estero di provenienza in chiaro oppure Italia o IT se proveniente dal nostro Paese e in entrambi i casi un numero che identifica l'allevamento di provenienza. Per le carni macellate (fusi, cosce, petti, ecc.) sulla stessa etichetta deve essere riportata anche la dato o il lotto di macellazione.

I rischi nel nostro Paese sono quindi esclusivamente potenziali e legati solo alla possibilità che uccelli migratori infetti raggiungano il nostro territorio.

Il Ministero della Salute suggerisce quindi a tutti nel caso vengano avvistati uccelli morti o in difficoltà di avvisare il pronto intervento e la protezione civile evitando di venire in contatto con uccelli morti o escrementi infetti di volatili migratori.

Potenzialmente pericolosi sono i piccoli allevamenti domestici gestiti in modo approssimativo e fuori dai controlli sanitari perchè i polli allevati "alla buona" in pollai non correttamente realizzati e gestiti possono venire in contatto con volatili infetti o portatori sani chiunque allevi o detenga anche temporaneamente uno o più polli, tacchini, oche, anatre, cigni e altri animali da cortile è obbligato ai sensi del Decreto legislativo n° 336 del 4 agosto 1999 (art. 4, comma 1) richiamato dall'Ordinanza ministeriale del 26 agosto 2005, a registrare la cosa presso il servizio veterinario della ASL competente e a segnalarlo al Comune di appartenenza. Queste segnalazioni oltre a costituire un dovere sancito dalle normative in vigore forniscono la possibilità alle autorità competenti di monitorare la situazione ed tenerla sotto controllo: chi non avesse ancora effettuato tali registrazioni deve farlo immediatamente e seguire per l'allevamento e la detenzione le precauzioni emanate dalle autorità e anche illustrate più oltre nella sezione specifica.
 

     Quali sono le precauzioni farmacologiche efficaci?


Attualmente non esiste un vaccino efficace per l'influenza aviaria e per il ceppo H5N1 in particolare, anche se in molti Paesi si stanno studiando e ricercando sia vaccini per i volatili (in grado quindi di circoscrivere i focolai di infezione) sia per l'uomo (destinati a immunizzare contro il contagio).

Tuttavia è di estrema importanza effettuare le vaccinazioni contro la normale influenza nei modi e tempi indicati dal Ministero della Salute e sotto controllo medico poiché i vaccini antinfluenzali hanno effetti anche su ceppi di influenza diversi da quello originariamente utilizzato per svilupparli. Ogni anno, infatti, il vaccino viene prodotto sulla base del ceppo influenzale manifestatosi l'anno precedente ma ha forte efficacia su quello nuovo che si diffonde nell'anno in corso come ha dimostrato negli ultimi anni la massiccia campagna di vaccinazione messa in atto in Italia dal nostro Governo. E' proprio per questo motivo in Europa si sta sviluppando un vaccino contro il virus H5N1 a partire anche da quello H7N1 diffusosi in Europa recentemente tra i polli.
Inoltre il vaccino antinfluenzale evita la co-infezione o infezione parallela cioè l'infezione contemporanea dovuta a virus umano e aviario che sovrapponendo gli effetti di ciascun ceppo nell'organismo esalterebbe gravemente gli effetti complessivi.

Non esistono invece farmaci antivirali di livello efficace elevato, alcuni inibitori delle M2 e altri delle neuraminidasi hanno dimostrato un certo livello di azione contro il virus H5N1 quali il Tamiflu (farmaco orale in pasticche) e il Relenza (farmaco destinato all'inalazione per areosol) ma il livello di efficacia è decisamente basso e possono solo ritardare l'insorgere delle patologie di alcune ore da 12 a 36 a seconda dell'età e della costituzione fisica o contribuiscono a ridurre la durata della malattia. La loro efficacia è inoltre condizionata fortemente dalla variabile biologica (cioè varia da individuo a individuo) e la mortalità del virus non è diminuita significativamente nell'ambito dei pazienti sottoposti a questi trattamenti.

Inoltre i farmaci antivirali possono essere efficaci solo se assunti nelle prime 48 ore dall'avvenuto contagio e non possono essere utilizzati come prevenzione perchè un loro uso continuato e prolungato potrebbe avere effetti tossici per l'organismo.

I farmaci antivirali attualmente disponibili potrebbero avere una qualche utilità solo per il confinamento di eventuali focolai virali e solo se correttamente gestiti dalle autorità sanitarie. E' assolutamente inutile per i cittadini acquistare e detenere scorte di tali farmaci che non si sono rivelati di alcuna utilità per i singoli.
 

     Quali sono i reali pericoli in viaggio?


Nel caso di viaggi nelle aree ove si sono manifestati casi di influenza aviaria umana dal 2003 a febbraio 2006 e cioè Cina, Thailandia, VietNam, Cambogia, Indonesia, Turchia e Iraq e soprattutto in quelle con casi accertati nel 2006 e cioè Turchia (12 casi con mortalità del 33%), Indonesia (10 casi con mortalità del 90%), China (6 casi con mortalità del 50%), Iraq (2 casi con mortalità del 100%)
ma anche nei Paesi ove è stata accertato il contagio al pollame identificati al 3 marzo 2006 dall'OMS:

in Asia Russia, Kazakhstan, Arzebaijan, Pakistan, India, Cina, Hong Kong Corea, Giappone, Laos, Thailandia, Cambogia, Viet Nam, Malesia, Indonesia

in Africa e Medio Oriente Iraq, Egitto, Nigeria, Niger

in Europa Francia, Russia, Ucraina, Romania, Bulgaria, Turchia

sarà opportuno osservare scrupolosamente alcune precauzioni basiche:

  • limitarsi a consumare pollame, volatili e uova solo previa accertata e adeguata cottura o non consumarne

  • accertarsi che in cibi e bevande non siano utilizzati elementi crudi pericolosi in particolare sangue di volatili

  • evitare contatti accidentali con animali vivi o morti e con escrementi, urine e secrezioni

  • non utilizzare creme o rimedi medicinali sconosciuti

  • evitare di recarsi nelle vicinanze di fattorie e allevamenti o negozi, mercati e fiere con vendita ed esposizione di animali

  • detergere frequentemente le mani con acqua potabile (possibilmente calda) e sapone

  • in caso di dubbi di contatto con elementi potenzialmente pericolosi lavarsi con particolare cura le mani per 2 minuti e disinfettare ogni superficie interessata sia porosa (stoffa, carta, legno, ecc.) che non (plastica, metalli, vetro, ecc.) con comuni antisettici e disinfettanti: ipoclorito di sodio allo 0,01%, acqua ossigenata, alcool rettificato (etanolo al 70%), composti a base di iodio e mercurio, soluzione di sale da cucina, ecc.

Spesso in queste aree è tradizione togliersi le scarpe per accedere a luoghi particolari (generalmente templi e luoghi di culto) quindi sarà bene preoccuparsi di indossare calzini monouso in questi casi avendo cura di gettarli maneggiandoli con precauzione prima di calzare nuovamente le scarpe al termine della visita.

E' anche necessario ricordare che alcuni alimenti vengono preparati utilizzando uova crude come ad esempio la salsa maionese per la quale vengono utilizzati tuorli di uova non cotti ed evitare ovviamente di farne uso.

Per quanto detto a proposito della possibilità farmacologiche è utilissimo e fortemente consigliato sottoporsi prima di intraprendere il viaggio e sotto controllo medico alla vaccinazione antinfluenzale ordinaria per l'anno in corso.

La mappa distribuita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che segnala le nazioni nelle quali è stata accertata la presenza di uccelli selvatici e POLLAME infetto (in rosso) e quelle nelle quali sono stati segnalati solo sporadici casi di uccelli selvatici migratori infetti (in giallo) è disponibile qui
 

     Come riconoscere i volatili infetti?


Il virus H5N1 provoca nei soggetti colpiti prevalentemente gravi patologie respiratorie queste generano difficolta respiratorie e diminuiscono l'ossigenazione del cervello e dei centri nervosi oltre a quella di tutti gli altri organi. Ciò causa difficoltà nei movimenti e nella coordinazione di questi quindi polli, tacchini e uccelli in genere che dimostrano difficoltà nel volo o negli spostamenti a terra, lentezza e scarsa coordinazione dei movimenti (simili al comportamento dell'ubriaco) potrebbero essere infetti e deve essere evitato ogni contatto con loro e con i loro escrementi.

Uccelli morti non devono assolutamente essere toccati ed è meglio evitare di calpestare escrementi. Pulire la suola delle scarpe sullo zerbino prima di entrare in casa deve essere per tutti una buona norma di educazione ma anche sanitaria che potrà essere integrata, nei casi dubbi, da una spruzzata di di uno dei tanti prodotti disinfettanti in commercio e normalmente disponibili in casa per le ordinarie pulizie in bagno. 

Sarà infine opportuno adottare qualche cautela in più per la pulizia esterna dell'auto dagli escrementi d'uccello evitando di venire in contatto con questi.

Nel caso di avvistamento di volatili morti o in palese difficoltà sarà comunque opportuno chiamare un numero di emergenza quali 112, 113, 115 (gratuiti anche dai cellulari) o contattare la Protezione civile locale che dispone di numeri verdi gratuiti informandoli subito del luogo e delle condizioni del ritrovamento per permettere un rapido intervento. Non perderete tempo ne vi costerà nulla ma potreste offrire un servizio utilissimo alla collettività: telefonate tempestivamente e non fornitevi l'alibi "tanto qualcun altro ha già avvertito" per evitare una semplice telefonata gratuita. Prima di telefonare accertatevi di poter fornire indicazioni esatte per ritrovare il luogo e guardatevi attorno per verificare se ci siano altri volatili morti o in difficoltà nelle circostanze per fornire anche questa importante informazione all'operatore con il quale entrerete in contatto.

Le specie più a rischio, oltre polli e tacchini, sono gli uccelli acquatici e quelli migratori (in particolare per l'Europa oche, anatre, pavoncelle, gabbiani e cigni) che usualmente temono l'uomo e non entrano in contatto con noi e non si fanno toccare e catturare (come tutti da piccoli scopriamo) se si fanno toccare facilmente potrebbero essere in gravi difficoltà fisiologiche e quindi il loro comportamento anomalo potrebbe  essere sintomo dell'infezione: quindi non toccate nessun uccello selvatico che si lasci avvicinare inusualmente e vigilate con attenzione il comportamento dei bambini, naturalmente estremamente curiosi, in particolar modo nelle zone vicino all'acqua: mari , laghi, fiumi, stagni, ecc. per impedirgli di venire a contatto con animali potenzialmente infetti pericolosissimo per i bambini che hanno la tendenza a mettersi frequentemente le mani in bocca.  
 

     Quali sono le precauzioni indispensabili a chi alleva pollame e volatili?


Nel caso non abbiano già provveduto sarà assolutamente necessario avvertire le autorità competenti del possesso di pollame, chiedere la visita del veterinario ufficiale e seguire le procedure di legge previste chiedendo al personale incaricato suggerimenti e consigli per la corretta tenuta degli allevamenti anche piccolissimi.

Infatti il proprietario di azienda, in materia specificatamente intesa come qualsiasi luogo, anche all'aria aperta, nel quale gli animali vengono allevati o detenuti anche transitoriamente, è obbligato ai sensi del Decreto legislativo n° 336 del 4 agosto 1999 (art. 4, comma 1) richiamato dall'Ordinanza ministeriale del 26 agosto 2005, a registrarla presso il servizio veterinario della ASL competente e a segnalarlo al Comune di appartenenza.

Tutti coloro che allevano anche in piccola quantità volatili e anche se per uso personale dovranno monitorare efficacemente il comportamento dei loro animali giorno per giorno avvertendo immediatamente il pronto intervento e gli uffici veterinari locali in caso di comportamento anomalo anche solo di uno dei propri animali.

Oltre a quelli già descritti rientra nei "comportamenti anomali a rischio" anche il calo nella deposizione delle uova.

In ogni caso i pollai e le voliere dovranno essere al chiuso o in alternativa coperti adeguatamente da efficaci tettoie fisse e stabili senza aperture e con protezioni anche laterali completamente chiuse o protette da fitte e costantemente controllate reti antiuccello con maglie non superabili neppure da passeri o uccelli ancora più piccoli.

Particolare cura dovrà essere posta nella zona di distribuzione del mangime che in ogni caso non dovrà essere sparso a terra o posto in ciotole basse direttamente sul terreno ma distribuito in zone chiuse e lontane dai lati aperti (anche se protetti dalle reti) per evitare che escrementi di volatili selvatici possano venire accidentalmente in contatto con il mangime.

Analoghe precauzioni dovranno essere riservate alla distribuzione dell'acqua che inoltre non dovrà provenire da pozzi o cisterne o ruscelli o stagni o altre masse d'acqua a pelo libero adeguatamente protette sempre per scongiurare il contatto con uccelli infetti e i loro escrementi e secrezioni.

Dovranno essere prese tutte le precauzioni possibili per garantire che I volatili allevati non possano in nessun caso venire in contatto con volatili selvatici o comunque di provenienza incerta e non verificata e acquistare capi solo se dotati della certificazione di provenienza ufficiale prevista dalla normativa in vigore.

Per tutte le operazioni quotidiane relative all'allevamento evitare di entrare in contatto con i volatili indossare all'interno del pollaio almeno sovrascarpe e guanti monouso integrati da mascherina e tuta (sempre monouso) nei casi sussista la necessità di avvicinarsi o di essere avvicinati dai volatili e smaltirle correttamente dopo l'uso.

Accertarsi di smaltire in modo sicuro i liquami e gli escrementi del pollaio o della voliera e assicurarsi che anche le precipitazioni meteoriche non possano diffondere liquami ed escrementi in zone pericolose o in terreni vicini.

Sistemare il pollaio o la voliera almeno a 20 metri dai confini del proprio terreno raddoppiando e triplicando tale distacco se il terreno procede in declivio verso altri confinanti o abitazioni o giardini o spazi comunque utilizzati da terzi per attività all'aperto.

Intensificare al massimo livello tutte le precauzioni indicate se l'allevamento è situato in zona umida o localizzato nel raggio di qualche Km da superfici naturali di acqua fruibili da uccelli acquatici: mare, fiumi, laghi, stagni, paludi, acquitrini, ecc. 
 

     Pandemia influenzale cos'è esattamente?


L'influenza è una malattia virale molto contagiosa, lo verifichiamo ogni anno quando ad ondate moltissime persone in tutto il mondo si ammalano in breve tempo. Fortunatamente questi eventi sono tenuti sotto controllo e non mietono molte vittime perchè sono frutto di una mutazione non troppo rilevante dei virus gli individui hanno una parziale immunità e molte popolazioni vengono vaccinate come quella italiana con il Governo che negli ultimi anni ha predisposto programmi intensivi di vaccinazione e capillare informazione sanitaria.

In casi eccezionali però un virus si modifica, fa un salto di qualità e/o di specie, diviene particolarmente contagioso e pericoloso diffondendosi direttamente fra esseri umani in tutto il mondo prima che si possano prendere contromisure adeguate: in questi casi non si parla più di epidemia ma di pandemia influenzale.

Negli ultimi 100 anni l'umanità ha subite cinque pandemie influenzali:

  • 1918 denominata "Spagnola" (virus H1N1) fu terribile con mortalità mai determinata esattamente ma compresa tra i 20 e i 50 milioni spesso entro pochi giorni dall'infezione

  • 1946 rapidamente debellata e quasi sconosciuta non ha avuto neppure una denominazione

  • 1957 "Asiatica" 70.000 decessi accertati solo negli U.S.A. che la monitorarono adeguatamente, il virus H2N2 comparve in Cina 

  • 1968 "Hong Kong" dalla città dove venne identificato si diffuse negli U.S.A. causandovi 34.000 decessi

  • 1977 "Russa" definita mite con danni fortunatamente non troppo gravi

Le organizzazioni mondiali ne attendono altre perchè la pandemia si scatena quando un virus influenzale muta e diviene altamente contagioso in modo così repentino da sorprendere le strutture sanitarie mondiali.

Naturalmente la medicina ha fatto progressi enormi e l'Organizzazione Mondiale della Sanità da anni ormai lotta contro le pandemie influenzali e cerca il modo di evitarle. Anzi probabilmente nel 1997 ad Hong Kong proprio l'efficace e immediato intervento dell'OMS ha scongiurato una pandemia dell'influenza aviaria.

Indubbiamente l'umanità nel 1997 è stata anche fortunata ma sarà necessario intensificare l'azione di tutti per scongiurare nuove pandemie influenzali e non solo con l'azione di organizzazioni internazionali e dei governi ma con la prevenzione, la profilassi e le misure igieniche da parte di ogni singolo individuo perché in un mondo sempre più piccolo nel quale scambi e contatti sono quotidiani, con gli aerei che ci portano in ore in qualsiasi destinazione e l'urbanizzazione sempre più spinta delle megalopoli una nuova pandemia potrebbe diffondersi in tutto il mondo entro soli 60/90 giorni contagiando il 30/40% della popolazione. E se in un tempo così breve la medicina non riuscisse a trovare argini efficaci contro un ipotetico virus particolarmente aggressivo e letale cosa succederebbe?

Prevenire è meglio che curare quindi ognuno dovrà continuare a fare la propria parte a cominciare dai singoli.
 

     Tutte le precauzioni efficaci ...

(disposte in ordine logico ma non di importanza)

  1. acquistare solo pollame adeguatamente controllato dalle autorità preposte, di origine italiana e verificare i dati riportati sulla confezione

  2. osservare scrupolosamente le normali norme igieniche in particolare per la preparazione dei cibi e maneggiare la carne bianca cruda con maggiore attenzione conservandola in frigo o in freezer nelle confezioni o in sacchetti o contenitori o ricoperta da pellicola da cucina e cuocerla preferibilmente in fette sottili oppure nel forno tradizionale o a microonde verificandone la completa cottura in ogni parte

  3. utilizzare uova di origine verificata e pulite (come da molti anni è obbligatorio fare in Italia) e cuocerle

  4. evitare di utilizzare alimenti e salse a base di uova crude

  5. lavare con scrupolo e sapone le mani, gli utensili e le superfici venute a contatto con alimenti crudi

  6. conservare la carne nel frigo o nel freezer mantenendola a temperatura ambiente il meno possibile

  7. separare all'interno del frigorifero gli alimenti crudi da quelli cotti per limitare i pericoli di contaminazione

  8. non entrare in contatto con volatili selvatici in particolar modo in zone umide, paludose, acquitrinose o vicino a distese di acqua di qualsiasi dimensione

  9. evitare di entrare in contatto con escrementi, urina o secrezioni di volatili

  10. pulire l'auto con attenzione e possibilmente in autolavaggi automatizzati

  11. evitare di calpestare escrementi di uccello e intensificare la pulizia delle suole delle scarpe prima di entrare in casa disinfettando periodicamente lo zerbino con prodotti a spruzzo come quelli utilizzati in bagno

  12. vigilare con scrupolo il comportamento dei bambini nei luoghi ove possono entrare in contatto con volatili ed escrementi di volatili

  13. evitare di utilizzare concime naturale se non si è assolutamente certi della provenienza e composizione perché spesso contiene guano di uccello o escrementi di gallina

  14. se si tengono volatili nella propria abitazione mantenere la loro voliera al chiuso e verificare in particolare che mangiatoia e abbeveratoio normalmente disposte sui lati della gabbia non possano entrare in contatto con uccelli selvatici

  15. nel caso si disponga di animali domestici come i gatti in casa o in giardino che possono cacciare e uccidere piccoli volatili usualmente soliti mostrare al padrone i frutti delle loro scorrerie lasciando gli uccelli morti in luoghi precisi verificarne quotidianamente l'eventuale presenza e se rinvenuti avvertire la protezione civile per farli rimuovere in sicurezza ed analizzare

  16. nel caso si rinvenissero in qualsiasi luogo uccelli morti o con palese comportamento anomalo avvisare prontamente la protezione civile o chiamare i numeri di emergenza 112, 113, 115, ecc. fornendo indicazioni coincise, ma esaurienti e dettagliate sulla posizione e sopratutto sul numero dei volati interessati

  17. effettuare le vaccinazioni antinfluenzali per l'anno in corso sotto controllo medico

  18. non sottovalutare le affezioni alle alte vie respiratorie con le quali può confondersi l'influenza aviaria e consultare subito il proprio medico 

     Link attinenti

I collegamenti presentati si riferiscono alle sezioni specifiche dei due organi ufficiali ove è possibile reperire informazioni aggiornate costantemente su quanto viene fatto in Italia e nel Mondo con ulteriori indicazioni per le precauzioni da adottare: