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     Benessere

Come tutti sanno il termine benessere indica uno stato ottimale dell'organismo: ci sentiamo bene, siamo ottimisti, abbiamo voglia di fare e nulla ci spaventa, in poche parole ci sentiamo ottimamente.

Ma il benessere dipende da molti fattori fisici e psicologici, molti dei quali però legati all'ambiente che ci circonda dal quale non dobbiamo ricevere sensazioni negative ma solo positive.

     Condizioni climatiche

Il primo e più importante fattore esterno che influenza il ns. stato psicofisico è il clima.

Innanzi tutto il soleggiamento cioè le ore di sole pieno (cioè con cielo sereno o con nuvole sparse e rare) della giornata. Il ns. organismo riceve effetti benefici dalle radiazioni solari dirette e indirette e chi trascorre parte della giornata all'aperto ne trae notevoli benefici.

Semplificando il sole emette 3 tipi di radiazioni:

  • luminose (visibili): rappresentano lo spettro visibile e illuminano la terra e attraverso le finestre le nostre case, la luce emessa dal sole e riflessa dal cielo sereno ha una temperatura di colore cioè una qualità ottimale e rappresenta il tipo di luce migliore per i ns. occhi che geneticamente sono strutturati per questo tipo di luce;

  • infrarosse (non visibili): emesse da tutti i corpi "caldi", trasmettono calore e per l'organismo hanno ricadute benefiche in particolare per l'apparato muscolo-scheletrico;

  • ultravioletti (non visibili): svolgono azioni fondamentali per tutti gli organismi viventi permettendo, ad esempio, la fotosintesi vegetale, hanno potere sterilizzante e terapeutico in molte patologie poiché riescono ad agire, attraverso la pelle, anche sui tessuti profondi e il sangue rendendolo addirittura in grado di reagire a patologie anche gravi. 

Come ogni cosa anche l'esposizione al sole va però regolata e razionalizzata, poiché qualsiasi agente attivo se sovradosato determina effetti negativi. Per il sole questo fenomeno si è aggravato negli ultimi anni per , l'ormai notissimo fenomeno della rarefazione dell'ozono nell'atmosfera che filtra le radiazioni solari, addolcendole e rendendole meno pericolose. Nelle zone dove l'ozono è più rarefatto è necessario prendere precauzioni ancora maggiori riducendo l'esposizione al sole in particolare in zone con grandi superfici uniformi che riflettendo la luce solare ne moltiplicano la potenza quali acqua, sabbia, neve, ecc..

Sono sempre più diffusi i bollettini con le previsioni sulle radiazioni UV che in molte nazioni vengono anche pubblicate sui maggiori quotidiani e che ci suggeriscono con semplici indicatori colorati dal verde, al giallo, al rosso le precauzioni da adottare.

Il sole non è più un amico al 100% e dobbiamo prenderne atto adottando le necessarie cautele, ma esporre la pelle al sole (ciò avviene anche attraverso gli indumenti leggeri) è assolutamente necessario ogni giorno valutando l'esposizione oraria massima in funzione dell'ambiente nel quale ci troviamo e della nostra posizione geografica.

     Influenza del confort termico

La sensazione di benessere viene fortemente condizionato oltre che dalla temperatura anche da umidità, vento e pressione atmosferica: per praticità tutti i fattori vengono considerati per la loro influenza rispetto alla temperatura, in questo modo tutto viene ricondotto ad un parametro detto "temperatura sensibile".
Le condizioni di benessere invernale prevedono una temperatura di 20°C, 30-50% di umidità relativa e condizioni di vento impercettibile (velocità inferiore a 0,20 m/sec), quelle estive 26°C, 30-60% di umidità, vento piacevole (velocità compresa tra 0,25 - 0,75 m/sec): in questi casi la temperatura sensibile cioè quella che percepiamo effettivamente è compresa tra 18 e 22°C.

La temperatura percepita è fondamentale per il nostro benessere poiché il nostro sistema di controllo termico pur riuscendo ad ammortizzare ampie oscillazioni lo fa con grande dispendio di energie che causa ovviamente malessere: quindi il confort è limitato ad una stretta finestra di condizioni esterne.

Quando la temperatura ambientale cresce i vasi sanguigni superficiali superficiali si dilatano per aumentare e rendere più veloce lo scambio termico attraverso la pelle che si comporta come un radiatore per dissipare calore, successivamente viene espulso sudore dalle ghiandole dedicate e questo evaporando (il processo avviene per sottrazione di calore) abbassa ulteriormente la temperatura del corpo: pressione e umidità alte riduco lo scambio termico e aumentano il nostro malessere mentre il vento (se non troppo forte ne fastidioso) lo favorisce risultando un elemento positivo.

Se invece la temperatura diminuisce lo scambio termico attraverso l'epidermide viene progressivamente ridotto con la vasocostrizione dei vasi sanguigni superficiali, infine intervengono i brividi che hanno la funzione di produrre calore. In questo caso gli effetti della pressione, umidità e vento risultano generalmente invertiti.

Mentre gli effetti delle variazioni di pressione atmosferica sono molto lievi le variazioni di umidità hanno effetti notevoli sullo stato di benessere. Per avere un idea degli effetti dell'umidità relativa è sufficiente pensare che possiamo agevolmente rilassarci in una sauna a 90 - 95°C con umidità relativa quasi nulla mentre non riusciamo ad entrare in una vasca con acqua sopra i 40 - 42°C.

L'umidità relativa è la percentuale di acqua presente in un volume di aria rispetto alla quantità massima che quel volume d'aria potrebbe contenerne e in riferimento ad essa abbiamo:

Umidità R. % effetti sull'organismo a temperature di 18-24°C  
< 20% la secchezza eccessiva delle membrane mucose favorisce le infezioni  
40% condizioni di benessere  
50% benessere a 22-24°C solo con aria in leggero movimento  
80% necessità di riposarsi, difficoltà di agire e lavorare  
90% stato di evidente affaticamento e depressione  
100% estrema difficoltà per compiere qualsiasi azione  

 

Umidità R. % effetti sull'organismo a temperature di 28-32°C  
< 20% la secchezza eccessiva delle membrane mucose favorisce le infezioni  
30% condizioni di benessere  
50% necessità di riposarsi, difficoltà di agire e lavorare  
60% stato di affaticamento e depressione  
70% impossibilità a sviluppare lavoro e concentrazione con continuità  
80% grave malessere indotto dall'aumento della temperatura del corpo  
90% stato di fortissimo malessere  

 

Umidità R. % effetti sull'organismo a temperature di 36-40°C  
10% condizioni di benessere  
< 20% la secchezza eccessiva delle membrane mucose favorisce le infezioni  
20% necessità di riposarsi, difficoltà di agire e lavorare  
30% impossibilità a compiere lavori pesanti  
60% impossibilità a sviluppare lavoro e concentrazione con continuità  
70% malessere indotto dall'aumento della temperatura del corpo  
80% stato di forte malessere  

In definitiva quindi gli effetti più importanti per il nostro stato di benessere derivano da temperatura e umidità, mentre minore è l'influenza della velocità dell'aria che comunque deve essere mantenuta entro limiti accettabili tra 0,2 e 0,7 m/sec risultando già fastidiosa oltre 1,0 m/sec (velocità che tra l'altro causa già lo spostamento di oggetti leggeri quali fogli di carta).
In realtà l'aria è sempre in movimento sia all'aperto che in ambienti chiusi ma sino a velocità dell'ordine di 0,25 m/sec noi non percepiamo questo movimento. La velocità di una corrente d'aria orizzontale può essere visualizzata lasciando cadere una leggerissima piuma e valutandone lo scostamento dalla punto di rilascio dopo un secondo di caduta, se la corrente d'aria possiede moto verticale od obliquo dovremo ricorrere ad un anemometro.  Una velocità di 0,30 m/sec risulta già percepibile e piacevole sino a 0,60 m/sec mentre, come detto oltre 1,00 m/sec è fastidiosa e superata la soglia di 1,50 m/sec crea disagio. Naturalmente d'estate anche 1 - 1,5 m/sec risultano essere rispettivamente piacevoli e tollerabili mentre in inverno ogni sensazione di movimento dell'aria diventa fastidiosa.

Ridottissima infine l'influenza della pressione atmosferica soprattutto perchè le sue variazioni sono estremamente contenute.

     Conclusioni e suggerimenti

Negli ultimi abbiamo assistito purtroppo ad un aumento molto considerevole dell'umidità in specie nel bacino del mediterraneo a causa di molti fattori il principale dei quali fu l'incendio degli oltre 2.000 pozzi petroliferi su ordine del dittatore iracheno ormai in fuga: ancora oggi paghiamo tutti le conseguenze di questo inqualificabile atto che ha provocato quello che forse è il peggiore disastro ecologico della storia.
E come abbiamo visto l'umidità influenza moltissimo il nostro benessere e può facilmente creare depressione e inabilità ad attendere alle normali occupazioni, quindi nei prossimi anni sarà bene verificare spesso questo dato e agire di conseguenza utilizzando sempre più spesso, quando l'umidità supera i valori stagionali pericolosi condizionatori e deumidificatori soprattutto in casa, nei luoghi di lavoro (facendo intervenire il responsabile della sicurezza per la L. 626) e in auto per rendere la guida più sicura per se e gli altri.

Tutti i condizionatori d'aria infatti agiscono anche da deumidificatori condensando ed eliminando il vapore in eccesso presente nell'ambiente. I deumidificatori si occupano invece solo di questo e sono generalmente meno costosi. Naturalmente anche i sistemi di riscaldamento diminuiscono l'umidità e hanno effetti positivi.

Prevenire e meglio che curare quindi innanzi tutto verificate spesso l'umidità relativa degli ambienti ove soggiornate evitando che scenda sotto il 20% (evento sempre meno probabile purtroppo) o salgo oltre  il 50% d'inverno e il 40% d'estate (30% se fa molto caldo).

L'umidità dell'aria dipende fortemente da fattori esterni al di fuori del nostro controllo, ma possiamo evitare di aumentare l'umidità negli ambienti domestici con alcuni semplici accorgimenti.

Una particolare attenzione dovrà essere dedicata alla cucina, al bagno e al locale ove è situata la lavatrice se diverso. Questi ambienti producono grandi quantità di umidità che può essere espulsa arieggiando i locali dopo aver cucinato e lavato le stoviglie (a mano o con la lavapiatti), dopo la doccia o il bagno e al termine del ciclo di lavaggio della biancheria ma soprattutto non lasciando i panni umidi nella lavatrice o nel locale. In ogni caso le porte di questi locali devono essere costantemente chiuse per evitare di propagare umidità agli altri locali.
Sarà bene vuotare lavandini, pilozzi, bidet e vasche dopo l'utilizzo evitando ristagni di acqua.
I liquidi evaporano a qualsiasi temperatura (più è alta maggiore è la velocità di evaporazione) anche a temperatura ambiente quindi evitate di lasciare rubinetti aperti inutilmente oppure recipienti o contenitori di qualsiasi tipo pieni di acqua negli ambienti domestici.
In ambienti umidi sarà preferibile evitare di tenere piante ornamentali, ma se ne possediamo dovremo sempre curare di non eccedere nell'innaffiare per evitare che l'acqua in eccesso ristagni nei sottovasi o la terra troppo umida rilasci vapore: ovviamente preferiamo aggiungere acqua alla terra del vaso piuttosto che innaffiare le foglie con i vaporizzatori.

Si deve evitare di pulire i pavimenti "allagandoli" ma utilizzare modestissime quantità di acqua e asciugando velocemente con un secondo straccio e arieggiando bene il locale.

Lasciate sempre entrare la massima quantità di luce solare compatibile con la stagione e gli ambienti d'inverno il sole riscalda gli ambienti ed è particolarmente piacevole a tutte le ore, d'estate invece schermatene la quantità nelle ore più calde aprendo però sempre i dispositivi di oscuramento nelle ore non centrali della giornata: la luce solare sterilizza e previene la formazione di condensa e di muffe elementi dannosissimi all'organismo.
Ventilate sempre efficacemente gli ambienti d'estate senza limiti se non quelli imposti dal caldo nelle ore centrali della giornata, d'inverno fate invece l'opposto ventilando intorno a mezzogiorno o più volte nella giornata per pochi minuti al fine di non disperdere il calore. Per una stanza media è sufficiente aprire la finestra per 10 minuti per effettuare un ricambio completo dell'aria e nelle giornate ventose o in presenza di correnti generate dall'apertura di finestre opposte anche solo 5 minuti sono sufficienti. Tenete infine conto che i moderni serramenti sono prodotti con standard molto alti, sono dotati di profili validi e guarnizioni in gomma: tutto ciò non lascia filtrare aria quando le finestre sono chiuse, come invece avviene nelle case costruite sino agli anni 70/80 con gli infissi pieni di "spifferi". Ciò è certamente un progresso e un vantaggio ma, ogni medaglia ha il suo rovescio, la ventilazione dei locali deve essere fatta  più spesso almeno 2/3 volte al giorno anche se per pochi minuti in inverno (5 -10 minuti) negli ambienti ove si soggiorna e sempre deve essere arieggiata la camera da letto anche solo per 30" prima di andare a dormire.

In inverno se l'umidità non scende sotto il 20% non utilizzate le vaschette umidificatrici da applicare ai radiatori o altri sistemi analoghi e non asciugate la biancheria in casa o se costretti fatelo esclusivamente in bagno tenendo la porta sempre chiusa per evitare di propagare l'eccesso di umidità. In estate evitate di umidificare l'ambiente anche se l'umidità è più bassa del 20% e godetevi con tranquillità la sensazione di benessere che ne deriva poiché il rischio di contagi è infinitamente minore rispetto all'inverno.

In definitiva verificate, se già non lo fate, con un semplice igrometro l'umidità presente nei vostri ambienti e mantenetela con ogni mezzo al dì sotto dei limiti indicati altrimenti la vostra vita sarà peggiore e di molto, e se avete difficoltà nel concentrarvi o svolgere lavori, depressione e malessere diffuso e non riuscite a spiegarvene la causa nell'umidità in eccesso troverete il colpevole o quantomeno un fattivo complice. 

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