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Elettrosmog:
un pericolo reale?
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Attualmente il nostro
livello di vita dipende dall'energia elettrica e dalle trasmissioni via
etere, elementi che generano purtroppo emissioni elettromagnetiche
potenzialmente pericolose che vengono generalmente classificate come
elettrosmog per indicarne la provenienza e la pericolosità.
Su tale argomento molto si dice ma poco in realtà si sa, riteniamo
quindi utile fornire informazioni basiche chiare. |
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Che cosa è realmente l'elettrosmog? |
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Ogni cavo percorso da
corrente elettrica genera un campo elettrico in funzione della
caratteristiche di della linea, mentre i motori, i trasformatori
elettrici e gli elettromagneti generano campi magnetici anche essi in
funzione delle caratteristiche della sorgente.
Entrambe le tipologie di tali campi decadono rapidamente di intensità in
funzione della distanza e a differenza di altri tipi di radiazioni (come
quelle nucleari) non si accumulano nel nostro organismo.
Mentre l'esposizione corretta e controllata può essere vantaggiosa e
salutare, come ad esempio nella magnetoterapia, quella incontrollata può
causare danni notevolissimi all'organismo sino a divenire mortale.
I rischi dipendono ovviamente dall'intensità: tutti sanno che è
possibile toccare senza pericolo i poli di una batteria ma che si può
morire con un contatto accidentale con tensioni elevate al dì sopra di
circa 90 V per le donne e dei 60 V per gli uomini che inspiegabilmente
si rivelano più esposti a questo rischio.
Dipendono anche dal tempo e dalle modalità di esposizione e sono per
questo motivo più subdoli di altri. L'esposizione ai campi
elettromagnetici influenza le nostre cellule e le ghiandole del nostre
corpo, come quella pineale, ad esempio, che situata alla base del cranio
regola il nostro sistema immunitario attraverso la produzione di
melatonina. Questo ormone importantissimo per le difese del nostro
organismo viene prodotto secondo ritmi circadiani giornalieri con i
massimi durante le ore di riposo notturno e tale produzione viene
fortemente compromessa o addirittura inibita in presenza di campi
elettromagnetici.
I rischi derivanti dall'esposizione a questi campi sono allo studio in
tutto il mondo e come per il fumo anche se ancora non è stata definita
una correlazione precisa sono reali i rischi per il sistema immunitario
in grado di provocare da disturbi neurovegetativi alla leucemia, da
sindromi depressive al cancro, dal morbo di Alzheimer al Parkinson in
modo particolare nei bambini e nei soggetti in età avanzata. Nella
sperimentazione su cavie animali sono state osservate alterazioni
neuro comportamentali e lesioni cellulari, danni oculari, tumori in
particolare ai sistemi respiratorio, nervoso e riproduttivo.
D'altronde lo stesso discorso vale per il fumo che provoca rischi palesi
anche se ancora manca una "correlazione definitiva". |
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Le norme |
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Recentemente quasi
tutti i governi hanno promulgato norme sull'elettrosmog, in Italia ne è
un esempio la legge n° 381 del 3.11.1998, che fissano limiti di
esposizione definiti sicuri, ma tali norme sono di difficile attuazione per
l'ostilità di quanti hanno forti interessi nel campo e per la non
conoscenza del problema da parte del grande pubblico che ignora
totalmente il problema e le sue dimensioni e i rischi correlati. Inoltre chi
dovrebbe concedere autorizzazioni o controllare l'applicazione della
legge spesso non operaia con professionalità o onestà: ne sono un
esempio i ripetitori della telefonia cellulare posti a volte vicinissimi
agli ospedali mentre poi si fanno affiggere divieti, con contorno di
multe, che vietano di usare il telefonino negli ospedali: è vero che un
telefonino può interferire con alcune apparecchiature elettromedicali ma
è semplice immaginare quanto può interferire un ripetitore per telefonia
cellulare adiacente all'ospedale!
E' assolutamente
necessario evitare allarmismi ingiustificati ma conoscere il problema e
i rischi connessi. E' una leggenda metropolitana che un cellulare che
squilla possa far esplodere un distributore di benzina ma essendo una
apparecchiatura elettrica quindi in grado di causare scintille è
preferibile non utilizzarla in un'atmosfera potenzialmente pericolosa
come quella satura di vapori di benzina durante il rifornimento
dell'auto, così come precauzionalmente nella stessa situazione è bene
non fumare ne usare accendini o fiammiferi.
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I livelli di pericolo per le alte frequenze |
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Questo tipo di
elettrosmog deriva essenzialmente da emissioni in radiofrequenza ed è
massimo vicino agli emettitori che possono essere classificati in base
al rischio:
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Classe 1 (pericolosità estrema):
stazioni radio e televisive di grande potenza.
-
Classe 2 (pericolosità elevata):
ripetitori di segnali radio-televisivi, ponti in radiofrequenza
direzionali, radiofari, radar di grande potenza.
-
Classe 3 (pericolosità media):
piccole stazioni radio, ripetitori per telefonia cellulare.
-
Classe 4 (pericolosità bassa):
trasmettitori radiomobili di potenza inferiore a 100 W
-
Classe 5 (pericolosità scarsa):
cellulari, radiotelefoni di potenza inferiore a 0,5 W
-
Classe 6 (pericolosità bassissima):
telefoni cordless, sistemi wi-fi standard
Le emissioni
elettromagnetiche oltre che dalla potenza della fonte, dipendono
moltissimo dalla distanza del soggetto dall'antenna giacché la loro
pericolosità decade con progressione non lineare ma (circa) quadratica:
in pratica ad una distanza doppia il rischio diminuisce non di un
fattore 2 ma di 4 (2 x 2 = 4) e ad una distanza tripla di 9 (3 x 3 = 9).
Inoltre le antenne, tranne rari casi come i radiofari, non emettono in
tutte le direzioni in modo uniforme e con emissioni lobiformi anche sul
piano verticale che si aprono con la distanza. Ad esempio è meno
pericoloso avere un ripetitore sul tetto di casa piuttosto che averlo su
un tetto vicino a qualche centinaio di metri.
Per le alte frequenze
l'elettrosmog si misura in Volt/metro e i livelli sopportabili in modo
continuativo sono dell'ordine di qualche unità:
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V/m |
livello di rischio |
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>30 |
livello
sopportabile senza rischi solo per pochi minuti al giorno |
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10-20 |
inadatto
trascorrervi più di qualche ora al giorno |
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5-10 |
livello molto
elevato assolutamente sconsigliato abitarci |
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2-5 |
il livello di
elettrosmog comincia ad essere alto ma rimane sopportabile per
anni |
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1-2 |
un ottima
residenza |
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<1 |
un oasi felice,
luogo ideale per vivere |
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Dalla tabella si
desume che è necessario abitare in zone con livelli di elettrosmog più
bassi possibile preferibilmente inferiori a 2, mentre zone con livelli
sino a 5 sono meno adatti alle residenze ma utilizzabili ad esempio per
luoghi lavorativi ove si trascorre solo parte della giornata e
preferibilmente nelle ore diurne. Zone ove il livello di elettrosmog è
superiore a 5 sono da evitare e inadatte a trascorrervi periodi di tempo
importanti ma tali livelli possono comunque essere assorbiti senza danno
per brevi intervalli. E' il caso dei telefoni cellulari che in funzione
del modello e del tipo di rete possono emettere livelli anche di 20 - 30
V/m sopportabili senza problemi per periodi relativamente brevi di 10 o
20 minuti o dei radiotelefoni di tipo europeo che comunicano sino a 10
Km di uso libero senza limitazioni con potenze inferiori a 0,5 W e dei
quali esistono modelli ad attivazione vocale che non devono neppure
essere tenuti vicino all'orecchio e per questo possono essere utilizzati
a 15 cm dalla testa eliminando quasi del tutto i possibili danni.
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I livelli di pericolo per le basse frequenze |
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Questo tipo di
elettrosmog deriva essenzialmente dai campi elettromagnetici emessi da
linee elettriche, motori elettrici, trasformatori e generatori
elettromagnetici di vario tipo che possono essere classificati in base
al rischio:
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Classe 1 (pericolosità elevata):
linee elettriche ad alto voltaggio e trasformatori di grande
potenza.
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Classe 2 (pericolosità media):
linee, trasformatori e cabine elettriche a media tensione.
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Classe 3 (pericolosità bassa): linee
a 220 e 380 V, elettrodomestici, piccoli motori e trasformatori.
Anche i campi
elettromagnetici oltre che dalla potenza della fonte, dipendono
moltissimo dalla distanza del soggetto e in particolare del capo, in
questo caso si può assumere per sicurezza e semplicità una propagazione
in ogni direzione anche se in effetti i campi magnetici sono toroidali
più che sferici.
Per le basse frequenze
l'elettrosmog si misura in microTesla e i livelli sopportabili in modo
continuativo sono dell'ordine di qualche decina:
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μT |
livello di rischio |
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300 |
livello molto
elevato sopportabile al massimo per 1 ora alla settimana |
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200 |
livello elevato
sopportabile al massimo per 1 ora al giorno |
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10 |
livello
sopportabile dall'organismo per un mese |
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5 |
livello
sopportabile dall'organismo per mesi |
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1 |
livello
sopportabile dall'organismo anche per anni |
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E' assolutamente da
evitare abitare ma anche lavorare o andare a scuola in edifici adiacenti
a linee elettriche ad alta tensione 380000 V e centrali elettriche di
trasformazione. Prudenzialmente è meglio evitare di passare anni vicino
a linee elettriche a media tensione comprese quelle ferroviarie che
ovviamente non presentano alcun tipo di rischio per i viaggiatori ne per
il personale che comunque trascorre sul treno o vicino alle linee
elettrificate circa 8 ore al giorno, che però dovrà utilizzare in casa
alcuni accorgimenti che andrebbero precauzionalmente adottati da tutti.
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Quali sono le precauzioni da prendere durante il giorno? |
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Il microonde, spesso
ingiustamente, sotto accusa emette elettrosmog ma è totalmente schermato
con sistemi di sicurezza che spengono il magnetron (l'emettitore di
microonde) non appena si inizia ad aprire lo sportello e se di buona
qualità e non danneggiato non emette nulla all'esterno.
Non così gli altri elettrodomestici dai
quali è opportuno mantenere il capo a distanza di sicurezza cioè ad
oltre 60 cm quando sono in funzione. I comuni elettrodomestici possono
creare campi elettromagnetici dai 50 ai 300 μT alla distanza di 10 cm
che però decrescono rapidamente e risultano praticamente innocui già a
60 cm.
Normalmente risulta sufficiente non passare tempo con elettrodomestici
più vicini di un metro al capo compresi ventilatori e condizionatori,
tenere i computer desktop sotto la scrivania e non sul piano di lavoro
con le casse acustiche eventuali anch'esse a distanza di sicurezza
specie se potenti e il subwoofer sul pavimento.
I monitor da PC di tipo piatto possono
essere utilizzati senza problemi anche se è bene mantenere gli occhi non
troppo vicini per non affaticarli (la distanza ottimale per la vista è
fra 2 e 3 volte la diagonale dello schermo), mentre per i vecchi tipi
CRT è assolutamente necessario utilizzare un buon schermo antiradiazioni
e antiriflesso. La televisione invece emette grandi quantità di
elettrosmog e la distanza di sicurezza sale a 5 volte la diagonale per i
CRT e 3 o 4 per i tipi al plasma e LCD.
Molto pericolosi sono i caschi da
parrucchiere, fortunatamente sempre più in disuso che emettono 200 μT e
non debbono mai essere utilizzati per oltre 30 - 40 minuti.
Il motore del phon va tenuto almeno a 30
cm dalla testa ma questo è facile da fare con un minimo di attenzione
oppure utilizzato per non più di 10 minuti, così come è meglio evitare
di utilizzare il rasoio elettrico per molto tempo ad esempio per radere
una barba folta e cresciuta che è più vantaggioso, anche per la pelle,
eliminare con il rasoio a lametta. Lo spazzolino elettrico non crea
problemi anche perché non va mai utilizzato per più di 1 minuto
altrimenti potrebbe danneggiare lo smalto e irritare le gengive.
Con il cellulare abituiamoci a scambiare
informazioni nel minor tempo possibile cercando di evitare telefonate
lunghe che scaldano il
trasmettitore e causano maggiori emissioni "sporche", scegliamo un
telefono con un buon vivavoce che elimina del tutto i problemi,
utilizziamo l'auricolare (non bluetooth) quando possibile per tenere
lontana l'antenna del telefonino dalla testa.
Cerchiamo di abituarci a non appoggiare il telefonino all'orecchio ma a
tenerlo vicino ma non in contatto.
Ricordiamo che i telefoni cellulari comunicano costantemente con le
celle GSM e UMTS quindi impostiamo se il modello lo prevede la modalità
a basso consumo che prolunga l'autonomia e emette meno elettrosmog,
spegniamolo quando siamo in una zona di non copertura altrimenti il
nostro telefonino cercherà continuamente di collegarsi alla centrale
trasmettendo continuamente e inondandoci di elettrosmog oltre a
scaricarsi molto velocemente e infine cerchiamo di tenerlo in tasche
basse evitando quelle alte della giacca o dei soprabiti più vicine alla
testa e agli organi più critici (cuore e polmoni).
Utilizziamo sempre il vivavoce in auto dove però è fondamentale non
appoggiarsi il telefonino addosso: le statistiche oncologiche
evidenziano aumenti significativi dei tumori agli apparati genitali e
alle zone addominali tra quanti dichiarano di appoggiare spesso sulle
gambe il cellulare in auto. |
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Quali sono le precauzioni da prendere durante la notte? |
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Come già visto la
notte durante il normale riposo il nostro organismo effettua la
regolazione, il potenziamento e la manutenzione del sistema immunitario:
operazioni fondamentali che possono venire disturbate o anche inibite
dall'elettrosmog. Vanno quindi prese particolari precauzioni:
-
mantenete ogni
apparecchiatura elettrica a distanza di almeno 90 cm dal cuscino
-
togliete ogni
apparecchiatura elettrica non indispensabile dai comodini
-
evitate di
addormentarvi con il televisore acceso e se possibile evitate di
lasciarlo anche in standby staccando la spina prima di andare a
dormire oppure evitate la TV in camera da letto
-
evitate di dormire
con il cellulare acceso o un telefono cordless sul comodino o in
camera e assolutamente non metteteli in carica nella vostra camera
da letto durante la notte
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evitate
termocoperte e scalda sonno e al massimo utilizzateli per
preriscaldare senza lasciarli in funzione durante la notte (anche se
è piacevolissimo farlo)
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Conclusioni |
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Senza inutili
allarmismi è necessario evitare di esporsi a sorgenti importanti di
elettrosmog, esattamente come in estate è necessario evitare di esporsi
senza protezione per molte ore al sole per evitare eritemi e ustioni
solari: un pericolo reale che tutti conoscono per evitare il quale è
sufficiente prendere precauzioni adeguate.
Purtroppo l'elettrosmog è più subdolo perché i campi elettromagnetici a
differenza della radiazione UV che accompagna la luce visibile sono
totalmente invisibili e possono essere rilevati solo con strumentazioni
idonee e da personale qualificato. Prima di scegliere una nuova casa o
un terreno sul quale edificarla sarà necessario controllarne i livelli
di elettrosmog, mentre una verifica alla nostra abitazione potrà
avvertici di eventuali rischi e permetterci di elevare difese in caso di
livelli elevati.
Ma è sempre necessario affidarci a professionisti esperti evitando di
agire empiricamente perché una selva di antenne vicino a noi potrebbero
rivelarsi non pericolose mentre altre invisibili perché distanti alcune
centinaia di metri o alcuni Km potrebbero essere pericolosissime.
Sarà bene infine attenerci alle semplici norme indicate nella nostra
miniguida per minimizzare gli impatti negativi degli elettrodomestici e
delle apparecchiature in radiofrequenza telefonini compresi per vivere
meglio e più sani. Spesso è sufficiente conoscere un problema per
adottare qualche piccolo accorgimento che lo minimizza o lo elimina del
tutto e per l'elettrosmog è proprio così! |
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