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Disco rigido |
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Il disco rigido HD
(acronimo inglese di Hard Disk = disco rigido) costituisce il
supporto che contiene il S.O. (sistema operativo), dove salviamo i ns.
programmi e soprattutto i ns. preziosissimi documenti ed è in effetti il
cuore del ns. computer. |
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La
formattazione del disco |
Innanzi tutto deve essere
formattato: questa
operazione obbligatoria per i dischi nuovi va effettuata anche su
quelli già utilizzati (dopo aver copiato e salvato su altro supporto i dati
esistenti) allo scopo di ripulire il disco e permettere la sua
completa riorganizzazione il che, ovviamente, lo rende più
efficiente e veloce.
La formattazione permette inoltre di verificare
l'integrità di tutti i settori del disco marcando quelli
eventualmente danneggiati o non completamente affidabili che
verranno così esclusi dal futuro utilizzo rendendo più sicuro
l'utilizzo del nostro HD.
Al termine della
formattazione è molto utile leggere le informazioni che appaiono, in
particolare quella dei settori danneggiati: generalmente questo
valore dovrebbe essere zero ma è possibile tollerare una piccola
percentuale che dipende dall'età e dalla storia dell'HD. Per un
vecchio disco che non ha mai dato problemi possiamo tollerare sino
al 2%, per un disco nuovo se compaiono settori danneggiati
facciamolo sostituire. |
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Se è possibile installiamo due HD |
La
scelta più efficace è certamente di montare due HD nel nostro PC
diversificandone le funzioni nel primo (C:\) istalleremo il S.O. e i
programmi "stabili" (i programmi di utilità e produttività),
mentre il secondo (D:\) lo riserveremo per i documenti (cioè i file
prodotti da noi) e per i programmi meno stabili, quelli che
desideriamo provare, i giochi, per fare copie di backup dei nostri
CD e DVD e per le cartelle destinate ai file temporanei. Gli HD sono
divisi in settori che non sono tutti uguali con i primi
più facilmente raggiungibili e veloci, i S.O.
utilizzano molta memoria, sempre di più della RAM istallata, e questa
memoria viene simulata con uno spazio riservato nel disco
attraverso un file chiamato di scambio: raggruppare il S.O., il file
di scambio e i programmi in un disco dedicato rende il ns.
computer più veloce.
Avendone la possibilità si potranno installare due dischi (possibilmente
uguali) per fornire la possibilità di duplicare velocemente e spesso i
documenti importanti: nel caso di malfunzionamento di uno dei dischi
potremo contare sulle copie dei documenti presenti nell'altro ed
evitarne la perdita.
E' bene comunque
ricordare che se utilizziamo due dischi rigidi questi
dovrebbero avere caratteristiche simili, o addirittura uguali, poiché se
accoppiamo un HD veloce di ultima generazione con uno più vecchio e
lento perderemmo ogni vantaggio ed otterremo solo di utilizzarli
entrambi alla velocità più bassa soprattutto se collegati allo
stesso canale. |
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Il bus EIDE |
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Ogni disco rigido è
collegato alla piastra madre tramite un interfaccia: il bus.
Generalmente si tratta di un tipo EIDE che permette di connettere alla
Motherboard (la piastra principale ove risiedono i componenti centrali
del PC a cominciare dal processore (CPU)) fino a 4 periferiche:
dischi rigidi, lettori di dischi ottici e masterizzatori CD/DVD, divisi
in due canali principale e secondario ciascuno dei quali ha un
connettore Master e uno Slave:
>>> MASTER (disco rigido principale con il S.O.)
>>> PRINCIPALE
>>> SLAVE (secondo disco
rigido se presente masterizzatore)
MOTHERBOARD ------ BUS
EIDE --------
>>> MASTER (secondo disco o masterizzatore
CD / DVD)
>>> SECONDARIO
>>> SLAVE (lettore
ottico CD / DVD se presente masterizzatore)
Rispettare queste
indicazioni è fondamentale per ottimizzare e velocizzare il computer.
Nel bus EIDE i cavi che collegano i dischi alla piastra sono cavi
piatti: una serie di fili grigi o bianchi affiancati con il primo rosso
(da tenere sempre a destra), ma esistono anche cavi non piatti ricoperti
da una fitta protezione metallica più efficienti di quelli tradizionali
in grado di velocizzare e migliorare il passaggio dei dati che vale la
pena di acquistare. |
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Il bus SATA e la tecnologia
RAID |
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E' il tipo di bus più
recente riconoscibile per i cavetti molto piccoli di colore rosso: è
decisamente più veloce del tipo tradizionale e incrementa le prestazioni
in modo sensibile. Naturalmente è la piastra madre che deve avere questo
tipo di bus incorporato. Generalmente fornisce anche la possibilità di
utilizzare i dischi rigidi in simbiosi: ad esempio se disponiamo di due
dischi possiamo installarli in modo che il computer li "veda" in serie
come un solo disco di capacità pari al totale dei due (circa, in realtà
leggermente inferiore alla somma) rendendo la memorizzazione dei dati
più comoda e anche un pochino più veloce, oppure come dischi in
parallelo ogni dato viene memorizzato contemporaneamente su ognuno dei
due dischi facendone quindi automaticamente una copia senza dover fare
il backup. NON
LASCIATEVI TENTARE da queste soluzioni ma installate i dischi nel modo
usuale perchè se li installate in serie o in parallelo cioè in modo RAID
e succede qualcosa ad uno dei dischi purtroppo anche l'altro diviene
illeggibile con la perdita di tutti i dati. Questo naturalmente vanifica
la possibilità del collegamento parallelo rendendo inutile la copia
automatizzata sui due dischi. Per lo stesso motivo se considerate i vs.
dati importanti non collegate i dischi in serie per ottenere un solo
disco apparente. Se
utilizzate dischi RAID con Windows e possedete una scheda madre non
recente ricordatevi di disporre di un lettore
di floppy nel PC e del dischetto per l'installazione del sistema RAID:
poiché nel caso di blocco al sistema operativo o se desiderate
aggiornare o reinstallare Windows senza di loro non potrete più farlo.
Con Linux invece riconoscimento e configurazione sono ovviamente
automatici e immediati e non prevedono il ricorso ai floppy. Anche
le ultime release dei sistemi Windows quali Windows XP SP3 e Vista hanno
finalmente risolto i problemi dei driver Raid rendendo superfluo
l'utilizzo del floppy.
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Sistemi operativi e gestione del disco rigido |
La gestione degli hard disk
dipende comunque dal sistema operativo che li utilizza con differenze
notevolissime con divari spesso incolmabili anche se quasi ogni nuova
uscita di ogni S.O. tende a migliorare il file system e la gestione.
Linux utilizza prevalentemente ext3 come file system principale e
prepara una partizione separata per il file di scambio (swap), ha una
gestione efficace dei file che vengono costantemente indicizzati e
archiviati in modo pulito evitando di frammentarli.
Windows utilizza ormai ntfs versione decisamente migliorata di fat ma
nato già vecchio, l'indicizzazione deve essere completata separatamente
da programmi specifici e ogni ricerca richiede tempi di attesa biblici,
il file di scambio (utilizzato peraltro pesantemente) viene inserito
"dove capita", sempre nella stessa partizione delle applicazioni e dei
dati e scritto e riscritto (al pari di tutti i file) spezzettato in
coriandoli: ciò conduce inevitabilmente ad un peggioramento
notevolissimo delle prestazioni del computer già dopo qualche ora di
utilizzo e alla necessità di deframmentare i file operazione che se
eseguita spesso migliora le prestazioni di un buon 30% - 40% per i file
frammentati e del 10% - 20% di tutto il sistema.
Per deframmentare i dischi
sotto Windows esistono utility implementate nel sistema operativo che
però sono scarsamente efficaci soprattutto per la loro esasperante
lentezza e il sovrabbondante utilizzo di risorse che di fatto impedisce
l'utilizzo del PC per altre applicazioni, in compenso esistono molte
applicazioni commerciali spesso integrate in suite più complesse e
scarsissimo è il panorama freeware. Di realmente efficaci ne esistono
infatti solo due una è una vecchia versione freeware di un notissimo
programma commerciale con funzioni limitate ma che ha il pregio di poter
essere utilizzato su ogni sistema Windows, l'altra è invece
un'applicazione nuovissima con caratteristiche di assoluto rilievo e
sotto certi aspetti superiore ai suoi concorrenti commerciali che però
può essere utilizzata solo sulle versioni di Windows più recenti
(Windows Vista, XP e 2000).
Per Linux invece non
esistono programmi di deframmentazione non essendo assolutamente
necessari! |
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