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     Le batterie:      miniguida per acquisto e utilizzo 

Abbiamo appena acquistato un nuovo notebook oppure un palmare o un telefono o un ipod: qualsiasi cosa si possa utilizzare lontano dalle fonti di energia elettrica necessita di batterie. Questo elemento è spesso trascurato e non solo da noi, ma è importantissimo. Se l'evoluzione delle batterie fosse pari a quella dei computer potremmo già ricaricare il nostro notebook solo 6 o 7 volte in un anno ma purtroppo non è così ed è necessario sfruttare al meglio quanto disponibile per ottenere più autonomia e maggiore durata. 

        Come valutarne la qualità    

Ogni batteria è contraddistinta da due parametri misurati in V (Volt) e in A (Ampere) o in mA (milliampere) millesimi di ampere 1 A = 1.000 mA cioé il parametro utilizzato per le batterie che ci interessano.
I Volt indicano la tensione erogata dalla batteria e sono determinati dalle richieste dell'apparecchiatura che impiega la batteria stessa ad esempio i cellulari utilizzano batterie da circa 3 V mentre i notebook da 18 V.
Gli A forniscono la capacità della batteria in pratica una da 1000 mA potrà immagazzinare la metà dell'energia di una da 2000 mA quindi maggiore è la capacità, maggiore sarà la durata della batteria e naturalmente il suo costo.

        Quali acquistare

La tecnologia avanza costantemente e se qualche anno fa le batterie più comuni cioé le stilo costavano nellaversione ricaricabile circa 10 volte di più di quelle non ricaricabili, possedendo capacità inferiori (circa 500 mA) oggi se ne trovano comunemente anche da 2000 e 3000 mA di costo a volte inferiore a quello delle migliori pile non ricaricabili.

Le ultime novità si pagano sempre a caro prezzo quindi a meno che non abbiate assoluta necessità di avere la maggiore autonomia possibile, la scelta migliore è quella del miglior prezzo rispetto alla capacità che si ottiene generalmente un gradino sotto quella massima disponibile esattamente come avviene per i processori dei computer. A volte è economicamente conveniente acquistare due batterie di capacità singola inferiore che comunque forniscono utilizzate in successione una autonomia maggiore rispetto ad una della massima capacità reperibile ma di costo superiore.

Anche la qualità ha il suo peso e a volte batterie apparente equivalenti non lo sono quindi provatene tipi diversi e decidete quali sono le migliori senza trascurare le periodiche interessanti offerte delle grandi catene commerciali.

        Le prime cariche sono fondamentali

Le batterie hanno un deprecabile difetto chiamato effetto memoria che è stato nelle ultime generazioni enormemente ridotto ma che comunque esiste: se la batteria non viene sfruttata al massimo ma ricaricata spesso quando conserva ancora percentuali consistenti di energia sarà sempre più difficile utilizzarne tutta la capacità quando ne avremo bisogno. I primi cicli di carica e scarica sono basilari per le batterie e ne determinano le prestazioni dobbiamo utilizzare quindi alcune cautele.

  • Appena acquistiamo il nostro telefono, palmare, ipod, notebook utilizziamolo subito perché le batterie hanno sempre un certo livello di carica, generalmente basso ma che è opportuno sfruttare.
  • Verifichiamo nel libretto di istruzioni la durata della carica iniziale, di quella standard e il tempo massimo di carica.
  • Forziamo le prime 3 cariche con una durata pari a quella della prima (se non indicata pari al 150% di quella standard) carica avendo cura di scaricare completamente le batterie ogni volta.

        Il corretto uso ...

Naturalmente è opportuno osservare alcune regole base anche nell'uso durante il quale è opportuno:

  • utilizzare le batterie sempre al massimo evitando di ricaricarle quando conservano ancora energia;
  • non ricaricarle oltre il tempo standard previsto;
  • non lasciarle mai in carica per un tempo superiore a quello massimo generalmente il 200% di quello standard;
  • se possibile lasciate "riposare" le batterie dopo una carica evitando di utilizzarle immediatamente specie se risultano calde;
  • non lasciate le pile inutilizzate a lungo e se siete costretti a farlo non lasciatele scariche ma caricatele completamente prima di riporle ed effettuate un completo ciclo di scarica e ricarica almeno ogni 3 mesi;
  • verificate se l'alimentatore è dotato di spegnimento automatico al termine della carica, viene indicato nelle istruzioni o può essere verificato dallo spegnimento della spia di carica al termine della stessa o infine controllando che le batterie, che durante la fase di carica si scaldano, ritornino a temperatura ambiente pur con l'alimentatore connesso: se l'alimentatore possiede questa caratteristica è possibile lasciarlo connesso senza preoccupazioni altrimenti sarà opportuno controllare il tempo di ricarica per essere certi che non sia troppo lungo ne insufficiente magari collegando l'alimentatore ad un timer in grado di spegnerlo dopo un tempo prefissato;
  • la funzione di spegnimento automatico regola la carica della batteria e ne esalta la durata mantenendola efficiente più a lungo quindi preferite sempre apparecchiature che ne dispongono.  

        Se non disponete di istruzioni specifiche

E' anche possibile che non disponiamo di un libretto di istruzioni, oppure lo abbiamo perduto o infine è in una lingua sconosciuta, in questi casi si può sempre determinare il tempo standard di carica dividendo la capacità della batteria per l'energia erogata dall'alimentatore espressa in A/h o mA/h. I primi cicli di carica saranno più lunghi del 50% e non dovremo mai lasciare l'alimentatore connesso per un tempo doppio.

Ad esempio se disponiamo di un notebook con batteria da 5000 mA e l'alimentatore eroga 2,5 A/h cioè fornisce 2,5 x 1000 = 2500 mA ogni ora la carica standard sarà di 5000 : 2500 = 2 ore, le prime 3 ricariche dovranno essere di 3 ore ( 2 x 1,5 = 3) e non sarà consigliabile mantenere in carica la batteria oltre le 4 ore (2 x 2 = 4) per non danneggiarla a meno che l'alimentatore non sia fornito di regolatore di carica. 

        Non staccare mai la batteria!

Molti suggeriscono, in particolare con i notebook, di utilizzare le apparecchiature collegate alla rete prive della batteria per allungarne la vita evitandone continue microcariche: NON FATELO MAI! Le apparecchiature progettate per essere utilizzate con le batterie devono essere utilizzate sempre con l'intermediazione di queste perchè come è noto la tensione di rete non è costante e può purtroppo subire oscillazioni e picchi anche sensibili in grado di deteriorare o danneggiare anche irreparabilmente apparecchiature non protette in modo adeguato e mentre le apparecchiature alimentate dalla rete posseggono circuiti di stabilizzazione della tensione quelli alimentati dalle batterie no perchè le batterie non possono fornire picchi di energia.
In definitiva non utilizzate mai nessuna apparecchiatura senza le batterie collegate anche se è possibile farlo. Nel caso dei notebook un transiente di rete potrebbe danneggiare irreparabilmente il processore e gli altri componenti rendendolo inutilizzabile ed escludendolo dalla garanzia del produttore, senza contare che in caso di microinterruzione di corrente il notebook si spegnerebbe facendoci perdere tutto il nostro lavoro cosa che ovviamente non succede con la batteria correttamente inserita che funge da "gruppo di continuità".
Altre apparecchiature come cellulari. mp3 e ipod possono essere gravemente danneggiate o distrutte se utilizzate senza le batterie anche da una corretta tensione di rete poiché, per problemi di miniaturizzazione e di costo,  non dispongono di circuiti di stabilizzazione e controllo d'altronde non necessari proprio per la presenza della batteria.

        E' possibile rigenerare una batteria?

Quando per effetto del normale utilizzo le prestazioni delle batterie decadono inaccettabilmente oppure per un uso maldestro la loro autonomia non è più sufficiente si possono rigenerare applicando per qualche istante una tensione shock. Se abbiamo ad esempio una batteria stilo da 1,2 - 1,5 V che è diventata inutilizzabile possiamo rigenerarla e farla funzionare ancora per qualche tempo applicando per un secondo ai suoi terminali una corrente continua di 12 V. In pratica potremo utilizzare un carica batterie di tensione superiore o anche la batteria dell'auto collegando per un attimo i terminali omologhi positivo con positivo e negativo con negativo, poi provvederemo ad eseguire una carica forzata del 50% con il normale alimentatore. Questo metodo è efficace solo una volta e permette di utilizzare ancora per qualche mese una batteria compromessa o esaurita. Il metodo è efficace ma tutto dipende dalla fonte shock e dal tempo di applicazione per determinare quelli ottimali sarà necessario fare qualche esperimento: uno shock troppo debole non è sufficiente a rigenerare mentre uno troppo violento danneggia la batteria in modo irreversibile: eseguite i primi esperimenti su batterie da gettare che potrete rigenerare o perdere senza rischio.
Naturalmente il metodo è applicabile solo alle batterie ricaricabili.

        Batterie e ambiente

Le batterie sono indispensabili ma quelle usate inquinano e molto: utilizzate sempre e solo batterie ricaricabili:
  • costano infinitamente meno di quelle ordinarie poiché ad un costo di acquisto leggermente superiore permettono di essere utilizzate 500, 1000 o anche 2000 volte con costi di ricarica infinitesimali o addirittura nulli se si utilizzano carica batterie solari;
  • non si deteriorano rapidamente e non lasciano fuoriuscire pericolosi acidi quando scariche vengono abbandonate;
  • possono anche essere dimenticate nelle apparecchiature senza pericolo per le stesse anche per lunghi periodi, anche se ciò accorcia la vita utile delle batterie;
  • sostituendo di fatto centinaia di batterie non ricaricabili riducono drasticamente i rifiuti tossici di centinaia di volte preservando l'ambiente;
  • sono più sicure atteso che le batterie tradizionali possono addirittura esplodere in determinate circostanze e gli acidi che fuoriescono sono tossici e corrosivi.

        Si possono utilizzare sempre?

Si le batterie ricaricabili possono e debbono essere sempre utilizzate: e sono utilizzabili con qualsiasi apparecchiatura anche quando il fabbricante per motivi vari ne sconsiglia o ne vieta l'uso (questo perché generalmente produce anche batterie non ricaricabili che forniscono profitti maggiori oppure perché ha dichiarato caratteristiche un pò troppo ottimistiche raggiungibili solo con batterie particolari o addirittura "teoriche" ma non con quelle ricaricabili che generalmente erogano tensioni leggermente inferiori).

Due nostri lettori hanno voluto precisare che le batterie ricaricabili sono caratterizzate da resistenze intrinseche inferiori che possono permettere l'erogazione di intensità di corrente più elevate che in alcune particolari condizioni potrebbero in caso di corto circuito fondere i terminali e provocare incendi. Naturalmente li ringraziamo per i complimenti al nostro lavoro e per la precisazione, ma cogliamo l'occasione di ribadire che tale eventualità è puramente teorica al pari di quelle rivelatesi "leggende metropolitane" che indicherebbero la possibilità che un cellulare in funzione sia in grado di determinare esplosioni durante i rifornimenti di carburante alle stazioni di servizio o interferenze alla navigazione aerea. Come è ormai noto diversi laboratori e gruppi di ricerca hanno tentato invano con ogni mezzo di innescare esplosioni in atmosfere sature di vapori di benzina con differenti tipi di cellulari senza provocare mai nessun innesco e finalmente le compagnie aeree (la prima è Air France) stanno iniziando a permettere ai passeggeri di utilizzare i telefoni cellulari a bordo che non interferiscono in alcun modo con la strumentazione attuale degli aerei di linea così come gli incolpevoli lettori CD per anni messi all'indice e molte altre apparecchiature elettroniche. Anche per le batterie ricaricabili la situazione è analoga anche se sotto il profilo squisitamente teorico la minore resistenza interna può favorire un passaggio di corrente più intenso i valori in gioco sono assolutamente inadatti a definire per loro un grado di pericolosità maggiore rispetto alle batterie non ricaricabili per il tipo di rischio ipotizzato, esiste invece un rischio sensibilmente più reale e grave da addossare proprio alle batterie non ricaricabili più inclini a perdere acido e quindi molto più pericolose perché la fuoriuscita incontrollata di sostanze velenose e corrosive rappresenta un rischio tangibile e gravissimo per le apparecchiature e per gli utenti in particolare bambini che potrebbero toccarsi la bocca o gli occhi con le dita venute accidentalmente in contatto con tali sostanze con conseguenze catastrofiche. La realtà spesso è di segno opposto e anche per la "leggenda" dei cellulari esplosivi sono stati condotti esperimenti molto interessanti che hanno dimostrato l'enorme pericolosità della produzione di scariche elettrostatiche innescate dallo sfregamento delle mani su tessuti sintetici che hanno innescato i vapori di benzina in altissima concentrazione.

        Conclusioni

  • utilizzate sempre batterie ricaricabili
  • scaricatele completamente dopo l'acquisto ed eseguite 3 cicli di carica e scarica forzati
  • cercate sempre di scaricare completamente le batterie prima di ricaricarle per prolungarne la vita in media da 500 a 2000 ricariche dopo le quali la durata è risibile
  • non caricate mai troppo a lungo le batterie utilizzando alimentatori a regolazione di carica o interponendo un timer per lo spegnimento automatico
  • non utilizzate mai apparecchiature previste per l'utilizzo a batteria senza di esse alimentandole direttamente dalla rete perché potreste danneggiarle o distruggerle in caso di oscillazioni della tensione di rete
  • non disperdete nell'ambiente le batterie usate ma gettatele negli appositi contenitori se disponibili o nei cassonetti.