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     Partizionare  il disco rigido

Come abbiamo visto nella sezione precedente il disco rigido costituisce il cuore del ns. computer il supporto che accoglie Sistema Operativo, programmi e dati.

Questi tre elementi sono fondamentalmente molto diversi e posseggono caratteristiche proprie quindi è opportuno mantenerli separati. Se disponete di più dischi potete destinarne uno a ciascuno oppure se sono 2 uno lasciarlo al sistema operativo e ai programmi mentre l'altro ai vostri dati. Questa filosofia che fornisce molti vantaggi può essere anche applicata se si dispone di un solo disco dividendolo adeguatamente in modo che si comporti come uno o più dischi separati.

Sembra superfluo e invece suddividere uno spazio in settori specificatamente destinati ad utilizzi diversi lo facciamo tutti i giorni. Pensiamo ad esempio alle abitazioni nelle quali uno unico spazio è suddiviso in ambienti specifici cucina, soggiorno, camere, bagni o all'automobile che divide lo spazio dedicato al motore da quello per i passeggeri e per gli oggetti da trasportare.

Una suddivisione dello spazio se disponiamo di un solo disco è quindi preferibile anche in informatica per molte ragioni. Sistema operativo e programmi generalmente non cambiano radicalmente e hanno meno problemi di frammentazione mentre i dati vengono continuamente modificati, aggiunti e cancellati quindi è bene siano separati per evitare rallentamenti del sistema e più lunghe e pesanti operazioni di manutenzione, avere tutti i dati in un unico contenitore favorisce le ricerche e le operazioni di backup, per questioni fisiche i primi settori dei dischi sono più veloci degli ultimi che possono accogliere i dati lasciando i primi al software per incrementare le prestazioni, ecc.

Naturalmente tutto ciò è drammaticamente vero per Windows mentre lo è meno per Linux che, come è noto, possiede una gestione efficacissima dei dischi e non ha necessità di effettuare manutenzioni sui dischi ma la divisione di un disco è utile anche con Linux e soprattutto basilare se abbiamo più di un sistema operativo installato sul PC.

        La formattazione e il partizionamento del disco

Sono due termini spesso utilizzati a sproposito scambiandoli tra di loro che invece individuano due operazioni distinte:
  • formattazione significa preparare il disco all'uso definendo come saranno memorizzati dati e programmi al suo interno e può essere eseguita con sistemi diversi in funzione dei diversi sistemi operativi Windows utilizza i sistemi FAT e NTFS, Linux preferibilmente gli Ext2 e Ext3, infine il metodo FAT 16 è considerato di uso universale da tutti i sistemi e viene generalmente utilizzato per i sistemi USB rimovibili (chiavette, schede o dischi) e quelli dedicati all'interscambio dei dati
  • partizionare significa dividere dividere un disco (la casa) in sezioni diverse (le stanze della casa) da destinare ad utilizzi differenti.

E' però vero che la confusione nasce dal fatto che molti programmi ormai permettono di realizzare le due operazioni contemporaneamente e quindi sempre di più i due termini si uniscono sino a confondersi.

        I limiti ...    

Premesso che la scelta più efficace rimane montare due HD nel nostro PC diversificandone le funzioni e installando nel primo (C:\) il S.O. e i programmi "stabili" (i  programmi di utilità e produttività), riservando il secondo (D:\) per i dati e per i programmi meno stabili, quelli che desideriamo provare, i giochi, per fare copie di backup dei nostri CD e DVD e per le cartelle destinate ai file temporanei ecc.. Se disponiamo di un solo disco fisico possiamo dividerlo in due sezioni partizionandolo. 

Questa operazione va eseguita con un programma specifico. I migliori software hanno la capcità di eseguire le operazioni di partizionamento anche quando il nostro disco è già ingombro senza necessità di dover installare nuovamente software e senza perdere dati.

Anche se ovviamente tutti i produttori di software suggeriscono comunque di effettuare il backup dei dati prima di operare sui dischi, la nostra redazione non hai mai perduto dati o avuto problemi con le operazioni di partizionamento eseguite correttamente. Naturalmente si tratta di operazioni da eseguire con calma, attenzione e senza interruzioni quindi nel caso di portatili collegate l'alimentatore di rete o per i desktop agite sotto la copertura di un gruppo di continuità o in una fascia oraria che non risente di sbalzi di energia oppure eseguite copia dei vostri dati prima di operare.

Ogni sistema possiede dei limiti e generalmente sono quattro le partizioni in cui è possibile al massimo dividere un disco ma è un limite di poco conto se non per alcuni notebook che posseggono già all'inizio una partizione nascosta per il ripristino del sistema, una per il sistema operativo e una per i dati per un totale di 3 alle quali a volte si aggiunge la possibilità di crearne una quarta per mantenere riservati e criptati i dati personali come ad esempio nei notebook Acer di ultima generazione nei quali attivare questa possibilità satura le partizioni disponibili e rende di fatto impossibile montare un secondo sistema operativo. Non utilizzate quindi questa funzione o disattivatela potrete mantenere protetti i vostri dati con TrueCrypt che opera senza partizionare il disco ma creando "dischi virtuali" generando appositi file con caratteristi di sicurezza e praticità di utilizzo di molto superiori.

        La soluzione Linux e Linux-Windows

E' inclusa in ogni distribuzione o può essere facilmente aggiunta, le nostre preferenze vanno a Gparted un programma con una semplice ma completa interfaccia grafica assolutamente standard che potrete utilizzare seguendo le indicazioni per il programma presentato per Windows senza problemi.

Se installate Linux sarà bene avere:

  • linux-swap partizione per il file di scambio da 1/2 Gb
  • Ext3 per il sistema destinato a / cioè alla directory root quella del sistema operativo e del software da 10/20 o più Gb in funzione di quanti programmi prevedete di installare
  • Ext3 per i dati cioè per la /home

Questa configurazione vi permetterà anche di cambiare distribuzione nella seconda partizione lasciando intatti i dati nella terza ma naturalmente possiede il difetto di utilizzare 3 partizioni lasciando solo una quindi se prevedete di installare anche Windows in due partizioni potete scegliere di creare la linux-swap e una sola Ext3 per tutto il resto aggiungendo poi due partizioni NTFS per Windows.

E' bene ricordare che Linux è in grado di leggere e scrivere anche sulle partizioni Windows il che rappresenta un vantaggio enorme per la condivisione dei dati, ma Windows non è in grado di leggere e scrivere nelle partizioni Linux il che rappresenta un vantaggio per la sicurezza.

Se utilizzate due sistemi operativi la scelta migliore sarà decidere di mantenere i vostri preziosi dati su una partizione Ext3 dove potrete anche effettuare il backup dei dati Windows. La partizione Ext3 è dotata oltre alle funzioni di indicizzazione e corretta memorizzazione dei datiin grado di non creare problemi di deframmentazione ed errori anche di funzioni speciali di journalled per la preservazione dell'integrità dei dati. In pratica si tratta di questo: quando decidete di salvare o copiare o spostare o modificare un file oppure il software esegue queste operazioni automaticamente queste vengono eseguite dopo aver creato in qualche millisecondo un minuscolo rapporto con le operazioni da eseguire e tutte le coordinate necessarie, se il sistema dovesse subire problemi anche per un malfunzionamento hardware o per una oscillazione di energia il filesystem Ext3 sarà in grado, utilizzando il rapporto, di verificare eventuali operazioni interrotte da cause esterne eliminando le parti incomplete che altrimenti potrebbero causare problemi.

Per Linux inoltre non esistono funzioni di controllo del filesystem (tipo scandisk per Windows) perchè ad ogni avvio viene verificato e se il caso autocorretto il filesystem. Se però desideraste effettuare un controllo completo, magari in seguito ad una caduta di energia o ad uno spegnimento accidentale durante un utilizzo gravoso del disco rigido potrete sempre farlo aprendo un terminale e identificandovi come utente root e digitare:

shutdown -F -r now

il sistema procederà ad un riavvio seguito da una completa analisi preliminare dei dischi.

        La soluzione Windows

E' come sempre più complessa e naturalmente costosa ma ne esiste anche una alternativa gratuita che la nostra Redazione ha testato come di consueto.

Il software che vi proponiamo è Partition Manager Home edition della EASEUS una versione con alcune limitazioni disponibile freeware per uso personale della quale esistono anche una edizione professionale ed una server che dispongono ovviamente di maggiori funzionalità.

Questo software è decisamente ben realizzato e dispone di un ottima guida anche in formato pdf, permette di:

  • modificare le dimensioni e spostare partizioni
  • crearne di nuove
  • cancellarle anche tutte con un unica operazione
  • modificare il nome delle partizioni
  • verificarle
  • copiare partizioni e anche dischi
  • creare dischi avviabili
  • opera su sistemi FAT12, 16 e 32 oltre a NTFS quindi tutti i sistemi Windows
  • supporta dischi IDE, SATA, SCSI e anche driver rimovibili USB e Firewire (dischi, schede e chiavette) da 2 Gb a 1500 Gb

La versione Home (gratuita) opera su tutti i sistemi Windows 2000, XP e Vista ma non su quelli a 64 bit ma francamente considerata la scarsissima penetrazione dei sistemi a 64 bit non riteniamo sia una limitazione grave, così come l'ottima interfaccia grafica supplisce alla circostanza che il software è disponibile solo in inglese.

In compenso il Partition Manager è veramente ottimo e leggero è stato da noi testato anche su un eeePC senza alcun problema.

Una caratteristica utilissima è quella di poter operare su supporti rimovibili e anche di poter rendere avviabili i supporti. In questo modo potrete installare un secondo sistema operativo su un supporto rimovibile e avviarlo. 

        Partition Manager Home edition

Dopo il download e la semplice installazione guidata dal solito wizard si apre l'interfaccia con la finestra centrale che fornisce le indicazioni sui dischi presenti e collegati al sistema: in basso in forma dettagliata in alto in forma grafica.

L'utilizzo è realmente semplicissimo:

  • si seleziona con il mouse nella finestra centrale la partizione sulla quale desideriamo operare
  • immediatamente alcune icone della barra superiore si attiveranno passando da un opaco grigio a colori vivaci identificando in tal modo le possibilità che ci vengono offerte
  • selezioniamo quindi con un click l'icona relativa all'operazione che desideriamo eseguire
  • seguiamo le indicazioni delle finestre di dialogo che appaiono
  • infine quando abbiamo definito ogni dettaglio potremo con un click su Apply eseguire tutte le operazioni scelte.

Come in tutti i programmi di questo tipo infatti le operazioni vengono prima selezionate e i relativi parametri impostati, poi si può procedere alla loro esecuzione. Tutto questo viene fatto per ragioni di sicurezza per evitare che un click distratto possa dar corso ad operazioni in grado di portare alla perdita di dati.

        Partition Manager Home edition

Per ottenere il programma                Download

Il sito degli autori           Sito Autori.

       

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