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L'interfaccia di VirtualBox
è piacevole ed efficace: vi troviamo in alto la solita barra dei menù e
una comodissima barra con le icone delle principali funzioni. Sotto due
finestre: a sinistra vengono elencate i computer virtuali creati e il
loro stato (spento, acceso, interrotto, ecc.), a destra i dettagli sulla
configurazione di ciascun computer...

L'interfaccia
illustrata si riferisce ad un sistema ospitante Ubuntu 8.10 nel quale
sono stati realizzati 3 computer virtuali, due con sistema operativo
Windows XP e uno per Ubuntu 9.04. Quindi in questo caso abbiamo una
diversa versione di Linux e due sistemi Windows ai quali è stato dato
nome diverso e che possono essere destinati ad attività diversificate.
In questo caso in effetti il secondo M(aster) XP viene utilizzato per
provare il software che se riconosciuto utile viene permanentemente
inserito nel computer XP che quindi senza continue installazioni e
disinstallazioni rimane un sistema pulito ed efficiente. Quando il file
di registro di M XP sarà troppo compromesso provvederemo semplicemente a
distruggere M XP e a crearne uno nuovo: il tutto in poco tempo e senza
dover formattare il disco rigido o perdere dati, ecc. Un computer
virtuale può se il sistema ospitante è Linux essere anche adibito a
filtro contro i virus e il malware: possiamo ad esempio realizzare un PC
virtuale destinato solo a leggere la posta e a navigare nei siti
sconosciuti, cioè confinare le operazioni più pericolose dentro un PC
virtuale che può essere confinato e se il caso eliminato. Naturalmente
se il sistema ospitante è Winddows tutto diviene invece più complesso e
pericoloso non potendo garantire la impermeabilità assoluta del sistema
ospitante alle aggressioni.
E qui che finalmente
possiamo avviare la creazione della prima macchina virtuale con un click
sulla prima icona in alto Nuova, questo avvierà un wizard assistito
decisamente semplice.
Nella prima finestra
dobbiamo assegnare un nome al nuovo computer virtuale, il suggerimento è
utilizzare una sigla corta che ci ricordi il sistema operativo che
intendiamo utilizzare. Nella stessa finestra dovremo indicare il sistema
operativo che intendiamo installare e la sua versione utilizzando i menù
a discesa presenti.
Nella finestra successiva
( si avanza con un click su Next) abbiamo la difficile scelta della
memoria Ram fisica da assegnare. Se avete già letto la nostra scheda sui
computer virtuali saprete tutto, altrimenti scegliete in funzione della
memoria che avete disponibile e del sistema operativo ospite. La
dimensione raccomandata è 192 Mb ma se avete Linux potete aumentarla
sino ad 1 Gb se disponete di 2 Gb di Ram o più. Se invece avete Windows
Vista allora non potete andare oltre i 192 Mb anche con 2 Gb, con
Windows XP potete fare aumentare i valori rispetto a Vista. Se la
macchina virtualizzata è basata su Linux sarà comunque veloce se basata
su Windows preferite XP e cercate di alleggerirlo dal superfluo. Al
solito se il sistema principale è Linux e disponete di un processore
medio dual core e una buona scheda grafica con 2 Gb di Ram allora potete
installare Windos XP con 1 Gb di memoria dedicata o altre distribuzioni
Linux con 512 Mb di memoria dedicata e ottenere prestazioni dalle
macchine virtuali molto vicine a quelle reali.
Nella terza finestra di
dialogo dovrete creare un Hard Disk virtuale con un click su nuovo:
seguite il Wizard e createne uno di tipo dinamico di capienza
sovrabbondante affidandogli un nome simile oppure lo stesso della
macchina virtuale. Presupponendo che oggi l'entry level dei dischi è di
250 Gb potete tranquillamente assegnare 10 o 20 Gb per una macchina non
sfruttata molto e 50 o più per un utilizzo esteso. La possibilità
offerta da VirtualBox di creare dischi dinamici è preziosissima: infatti
con questa opzione posso ad esempio creare un disco virtuale da 20 Gb
che però occuperà realmente solo lo spazio effettivamente necessario al
sistema operativo, ai programmi installati e ai dati memorizzati. Quindi
considerate questo valore il limite massimo di utilizzo. Gli HD virtuali
sono in realtà dei file che vengono visti come dischi fisici dalla
macchina virtuale se ne utilizziamo al momento 3 Gb il file occuperà nel
nostro HD fisico solo 3 Gb anche se abbiamo impostato un limite di 60 Gb.
A questo punto il wizard
termina e ritorniamo all'interfaccia base con una nuova macchina
virtuale a sinistra ovviamente spenta. Prima di avviarla è bene fare
ancora alcune operazioni selezionando la nostra nuova macchina virtuale
nella zona a sinistra e agendo nella finestra a destra.
Il primo click è per la
voce CD/DVD: si aprirà una finestra di dialogo dove spunteremo Monta
lettore CD/DVD selezionando il lettore dell'Host o un file immagine. Se
intendiamo installare Windows utilizzeremo il lettore reale del computer
ospite nel quale dovremo inserire il disco originale Microsoft, se
invece installiamo Linux probabilmente ottenuto scaricando dalla rete la
sua immagine iso possiamo invece di masterizzarla usare direttamente
l'immagine stessa fornendone la posizione. Questa seconda opzione
ovviamente renderà tutto più veloce e non dovremo neppure perdere tempo
a masterizzare il disco.
Allo stesso modo potremo
abilitare o disabilitare tutti gli altri dispositivi, anche se
normalmente è sufficiente occuparsi della sezione audio che di default
risulta essere disabilitata. Le altre sezioni riguardano i floppy ormai
inutilizzati ma utili per realizzare una macchina virtuale DOS, la rete
che risulta normalmente già opportunamente settata (naturalmente il
computer ospitante dovrà essere connesso altrimenti la macchina virtuale
non potrà farlo) e le porte seriali eventuali (stesse considerazioni
fatte per i floppy).
Troviamo infine il
desktop remoto cioé la possibilità di comandare un computer da un'altro
attraverso al rete: possibilità ovviamente riservata a particolari
esigenze e da utilizzare solo per reale necessità in quanto abbassa la
soglia di sicurezza.
Le ultime scelte
riguardano le cartelle condivise e il supporto USB in pratica si tratta
di sistemi per interagire con l'esterno e disponibili solo nella
versione non GPL. In particolare risulta utilissima una cartella
condivisa per poter scambiare dati e file tra il computer ospite e
quello ospitante. Si crea una cartella nel computer reale utilizzando la
sezione dei documenti pubblici o condivisi dandogli un nome breve e
significativo ad esempio Metro (per metropolitana dato che è una specie
di trasporto sotterraneo tra i due sistemi) poi nel computer virtuale si
associa una risorsa di rete alla cartella Metro e il gioco è fatto ogni
file in questa cartella potrà essere manipolato da entrambi i sistemi
ovviamente attenzione ai virus con i s.o. non Linux.
A questo punto possiamo
selezionare il nostro nuovo computer virtuale nella finestra a sinistra
e fare click sull'icona Avvia. Assisteremo all'installazione da lettore
o file iso del sistema operativo che dovremo eseguire esattamente come
faremmo con un computer reale. Se utilizziamo sistemi operativi
commerciali ovviamente questi devono essere originali e avremo bisogno
dei codici seriali e di tutto il resto attivazioni comprese. Finita
l'installazione potremo navigare installare programmi lavorare con i
computer virtuali esattamente come con quelli reali limitati solo dai
sistemi operativi e dalle capacità dell'hardware. |