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Tutti i sistemi operativi
forniscono la possibilità di bypassare l'interfaccia grafica ed inserire
comandi testuali in modo diretto per particolari operazioni. In Linux
questo può essere spesso utile, retaggio di quando Linux era un sistema
operativo quasi completamente testuale, e la finestra di immissione dei
comandi testuali si chiama terminale o consolle. Nell'eee PC si apre con
la combinazione di tasti CTRL ALT t, premendo contemporaneamente i 3
tasti si aprirà una finestra (easy mode), se invece siamo in full
desktop dopo aver aperto il menù con il tasto home (cioè quello che
corrisponde al tasto Windows a sinistra di ALT) selezioneremo
applicazioni >>> Sistema >>> Consolle.
Nella finestra troveremo un cursore lampeggiante a destra dei caratteri:
/home/user>
questo indica che ci
troviamo nella directory base (home) nella sezione dedicata a noi (user)
e che possiamo inserire i comandi. Nei sistemi Linux intrinsecamente
orientati alla sicurezza i comandi in grado di modificare il sistema
possono essere dati solo dall'amministratore il cosiddetto superutente
ed esiste un comando sudo (superuser
do
= agisci come super utente) per consentire a tutti gli utenti di agire
temporaneamente come amministratore (la procedura può richiedere o no la
vostra password in funzione dei settaggi iniziali), come superutente
potremo utilizzare il comando apt-get una potente funzione che gestisce
l'upgrade di sistema tra le altre cose, quindi in pratica digiteremo:
/home/user>
sudo apt-get update
concludendo con ENTER verrà
avviata la lettura della lista dei pacchetti che si concluderà con Done
(fatto) e la ricomparsa del prompt
/home/user>
a questo punto digiteremo
nuovamente il comando di prima ....
/home/user>
sudo apt-get update
sempre seguito da ENTER. A
questo punto inizierà l'upgrade vero e proprio che in alcuni punti vi
porrà delle domande alle quali dovrete sempre rispondere si digitando y
(per yes).
Al termine delle operazioni
riapparirà il solito prompt ....
/home/user>
e dovremo inserire una nuova
sequenza di comandi sempre conclusa da ENTER:
/home/user>
sudo dpkg-reconfigure locales
questo
è il comando che permette di riconfigurare la lingua del sistema ed è
dotato di una interfaccia semi-grafica, apparirà infatti dopo aver
eseguito il comando una finestra con l'illustrazione del comando che
possiamo leggere o saltare premendo la barra spazio quando <OK> in basso
risulta selezionato (l'opzione selezionata è rossa e ci si sposta fra le
opzioni selezionabili con il tasto tabulatore cioè quello a sinistra
della tastiera indicato come TAB o con le frecce in senso opposto), la
pressione della barra spazio aprirà una nuova schermata nella quale
dovremo trovare, scorrendo la lista con i tasti freccia, la lingua che
ci interessa e dopo aver centrato il cursore su di essa selezionarla con
la barra spazio.
Per selezionare l'italiano
sceglieremo
[*]
it_IT.UTF-8
confermiamo con
<OK> e di nuovo nella
schermata successiva dove apparirà la lingua italiana ma anche l'inglese
cioè la lingua internazionale che viene utilizzata per i software non
localizzati. A questo punto l'interfaccia semi-grafica si chiude e nel
terminale assistiamo alle tracce delle operazioni svolte che terminano
ripresentando il solito prompt dei comandi.
A questo punto tutto e
concluso dobbiamo solo riavviare il computer e troveremo l'interfaccia
del sistema in italiano e anche i programmi che installeremo d'ora in
avanti avranno interfaccia in italiano se disponibile. La tastiera
invece rimarrà con il layout inalterato per ovvi motivi. |