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     Mare e vento:   la scala Beaufort         

Spesso sono definiti empirici ma dovrebbero essere definiti "pratici": sono metodi che classificano fenomeni naturali senza strumenti ma basandosi sull'osservazione degli effetti. Tali metodi permettono di classificare e inquadrare rapidamente la rilevanza e la pericolosità di fenomeni quali ad esempio i terremoti valutando ciò che accade intorno. Questi metodi sono sufficientemente precisi se l'osservatore è in grado di stimare correttamente quanto vede evitando valutazioni soggettive ed emozionali e permettono di valutare e comunicare ad altri rapidamente l'intensità di un fenomeno senza l'ausilio di strumenti quasi sempre indisponibili.
Ne sono esempi la scala Mercalli per la valutazione dei terremoti e quella realizzata dall'ammiraglio Beaufort nel primo '800 per stimare le condizioni del vento e del mare.
Come è noto sono le correnti marine a determinare i grandi spostamenti di massa nei mari, ma ai fini della navigazione è il vento e il moto ondoso superficiale da questi determinato ad essere rilevante. I due fenomeni sono talmente connessi che nell'uso comune si tende a confondere "forza del vento" e "forza del mare" identificandoli come un fenomeno unico: in effetti ai fini pratici è proprio così e fu proprio Beaufort a mettere in relazione in modo accurato le condizioni del mare con la velocità del vento. Naturalmente allora, in un epoca nella quale la navigazione a vela era fondamentale l'elemento vento era prioritario mentre oggi lo è di più la componente mare e anzi si tende ad inserire nella scala originaria elementi di valutazione terrestri.

     La scala Beaufort aggiornata:        

Gr nodi Km/h Vento Mare Terra
0 0 0 assente piatto nessun effetto
1 2 5 aria leggera piccole increspature da 10 cm prive di creste il movimento dell'aria è visibile solo dal fumo
2 5 10 brezza leggera piccole increspature da 20 cm stormire di foglie, si avverte il vento sul viso
3 10 15 brezza gentile increspature importanti da 50 cm le foglie e i piccoli rami si agitano costantemente
4 15 25 brezza moderata piccole onde (1m) movimento dei rami; foglie, carta e polvere vengono sollevati da terra
5 20 35 brezza fresca le onde (2m) cominciano ad allungarsi (circa un metro) generando schiuma e spruzzi ondeggiano i piccoli alberi
6 25 45 brezza forte onde grandi (3m) con creste schiumose e pochi spruzzi anche i rami più grandi si muovono ed è difficile utilizzare l'ombrello
7 30 55 vento moderato il mare si solleva, la schiuma inizia a striarsi onde medie (4m) il tronco degli alberi si inclina, difficoltà a camminare controvento
8 37 70 vento fresco onde moderatamente alte (5m) con strisce di schiuma e creste irregolari che formano spruzzi i rametti vengono strappati via, l'azione del vento sulle auto in movimento deve essere contrastata
9 45 80 vento forte onde alte (7m) con schiuma densa, notevoli spruzzi e creste che iniziano a rovesciarsi danni alle strutture leggere ed esposte, iniziano a volare le tegole
10 52 95 vento intenso onde molto alte (9m) e visibilità ridotta con mare superficialmente bianco e con creste rovesciate danni importanti alle strutture, sradicamento di alberi che vengono sollevati anche di molti metri
11 60 110 tempesta onde eccezionali (12m) rilevanti danni strutturali diffusi
12 >64 >120 uragano onde enormi (15m e oltre) e mare bianco con schiuma e spruzzi che impediscono la visibilità danni notevolissimi ad ogni genere di strutture sino alla distruzione completa
Gr nodi Km/h Vento Mare Terra

Come ovvio gli effetti negativi del vento sono molto più importanti in mare piuttosto che sulla terraferma ove gli ostacoli e l'assenza del moto ondoso rendono sopportabili venti di velocità più elevata. Nella tabella ad ogni grado della scala Beaufort sono associati valori medi significativi delle velocità del vento espresse in nodi e in Km/h, tali valori non sono esattamente correlati ma scelti per una più facile memorizzazione. La classificazione dell'intensità del vento è infine di derivazione tipicamente marinara come dimostrato dai termini "gentile" e "fresco", ciò ricorda comunque che l'ambito di maggiore utilizzo della scala Beaufort che è appunto quello marinaresco.  

     La scala Beaufort aggiornata:        

E' possibile risalire alla "forza del vento" dalla sua velocità in Km/h elevandola al quadrato, dividendo per 9 e calcolando infine la radice cubica: approssimando al numero intero più vicino si ottiene il grado Beaufort. Tale calcolo non ha però ovviamente alcun significato visto che la tabella immaginata dal nostro ammiraglio aveva ed ha lo scopo opposto cioè di renderci indipendenti da valutazioni "calcolate e misurate" ma farci concentrare sugli effetti e i pericoli attraverso una valutazione ragionata ma stimata.
L'esistenza di una correlazione matematica tra grado Beaufort e velocità del vento dimostra invece quanto le valutazioni dell'ammiraglio Beaufort fossero corrette. Ovviamente oltre l'uragano non c'è nulla: cioè per velocità del vento superiori a 120 Km/h la scala e la correlazione matematica non hanno più senso e neppure le osservazioni visuali visto che in questo caso è necessario preoccuparsi solo di salvarsi la vita!
Decisamente importanti sono i recenti inserimenti di elementi terrestri proprio perché la velocità del vento e i suoi effetti assumono sempre maggiore importanza anche sulla terraferma. E' bene ricordare però che la scala Beaufort è stata concepita ed è pienamente valida in mare aperto poiché il vento è fortemente influenzato dagli ostacoli di superficie che ne mutano direzione e velocità e generano zone di apparente calma e vortici. Quindi la stima del vento lungo le coste e sulla terraferma deve essere fatta con molta cautela valutando l'influenza degli ostacoli e dell'effetto suolo anche se effettivamente all'osservatore interessa di più stimare gli effetti locali che il grado "reale" del vento.