Come costruire un buon portafoglio titoli senza rischiare troppo?

0

Si dice che quando un italiano non sa qualcosa la spiega! Seguendo questa massima, purtroppo vera molto più frequentemente di quanto possiamo immaginare esistono schiere di “professionisti della borsa” tutti depositari della verità. Purtroppo investire in titoli è un vero e proprio lavoro e chi desidera farlo deve mettere in bilancio di passare molte ore a informarsi, ragionare e valutare moltissimi fattori per poi prendere decisioni importanti cercando di non farsi condizionare dalle sensazioni.

I neofiti si rivolgono quindi a consulenti professionisti ma naturalmente ciò non è sufficiente per almeno due motivi: primo esistono come in tutti i campi professionisti validi e non ed è difficile comprenderlo se non si è esperti, secondo quasi sempre i consulenti sono parte di una struttura (ad esempio una banca) e ricevono “ordini di scuderia” per offrire ai clienti le soluzioni più vantaggiose ai fini delle commissioni che non è detto coincidano con le soluzioni migliori per l’utente.

Nessuno poi è infallibile e tutti in modo più o meno palese fanno capire di essere solo consulenti lasciando al cliente che ne sopporterà le conseguenze la responsabilità delle scelte. Una cosa simile al famoso “consenso informato” quel foglio che il chirurgo chiede al paziente di firmare prima dell’operazione che scaricherebbe il chirurgo stesso da responsabilità ma che in effetti non possiede alcun valore: come può un paziente comune essere in grado di valutare scelte simili senza avere alcuna esperienza o conoscenza medica di livello adeguato ad una simile valutazione?

Fortunatamente per la borsa le cose vanno diversamente e non è impossibile per chiunque lo desideri realmente acquisire una esperienza sufficiente a valutare le scelte suggerite operando adeguate simulazioni. Naturalmente tutto questo diviene enormemente più semplice utilizzando in modo opportuno un computer e internet: in questa nostra miniguida vedremo come.

La scelta dei titoli

Un portafoglio è costituito da titoli che possono essere azioni, obbligazioni, titoli di Stato, fondi o sicav. L’obbiettivo del portafoglio è chiaramente ottenere il massimo rendimento con il minimo livello di rischio. Ovviamente i due aspetti sono generalmente opposti tra loro quindi sarà opportuno valutare attentamente le scelte per trovare un compromesso tra rendimenti e rischi. Abbiamo detto generalmente poiché come abbiamo illustrato nelle sezioni dedicate (raggiungibili con la barra qui a sinistra degli approfondimenti) che vi invitiamo a leggere con attenzione non sempre una tipologia di titolo di basso rendimento è esente da rischi.

Il mercato e quindi le quotazioni di borsa salgono e scendono in virtù di fattori complessi, talvolta logici (l’aumento o la diminuzione della domanda conduce a variazioni prevedibili dei titoli connessi), oppure speculativi (assolutamente imprevedibili per l’utente medio) o infine emozionali (causati da eventi positivi o negativi a livello nazionale o internazionale). I titoli seguono queste ondate e qualche decina di anni fa esistevano due grandi categorie le azioni che potevano fornire grandi rendimenti ma anche crollo inopinabili quindi rischiose e le obbligazioni titoli dai rendimenti modesti ma più sicuri e costanti.

Negli ultimi anni però questa grossolana distinzione non è più attendibile: quando la borsa scende scendono entrambe anche vistosamente se invece la borsa sale le azioni salgono molto di più delle obbligazioni. In definitiva abbiamo estremamente semplificato un discorso in realtà molto complesso ma il dato di fatto rimane le obbligazioni salgono sempre poco ma nei momenti di crisi scendono e di molto. Considerando i dati mondiali degli ultimi 12 mesi il mercato azionario ha avuto una crescita media superiore al 12% mentre le obbligazioni hanno complessivamente perso oltre il 2%. Parliamo ovviamente di dati globali poiché la borsa si può paragonare alle previsioni meteorologiche: è possibile valutarle con una certa approssimazione su larga scala mentre è attualmente impossibile fare previsioni locali attendibili.

Il nostro ragionamento conduce già a due conclusioni: nel momento attuale è falso l’assunto che le obbligazioni siano un investimento privo di rischi e più sicuro delle azioni e risulta assolutamente impossibile per chiunque valutare gli andamenti di singoli titoli.

La diversificazione del portafoglio diminuisce i rischi?

Certamente si la prima regola dell’investitore risiede infatti nella diversificazione, il portafoglio deve essere costituito sempre da più titoli che conducono a realtà diverse in modo che quando i rendimenti di una determinata area diminuiscono salgono quelli di altre.

Naturalmente una diversificazione efficace è difficile da realizzare e i titoli comunque non possono essere in antitesi tra loro. Se al tavolo della roulette puntiamo un gettone sul rosso e uno contemporaneamente sul nero ad ogni lancio una delle due risulterebbe vincente ma in realtà non guadagneremmo nulla perché il “guadagno” della puntata vincente sarebbe bilanciato dalla perdita in quella opposta e a lungo andare perderemmo costantemente perché ogni volta che la pallina si ferma sullo zero entrambe le puntate sarebbero perdenti: e in borsa lo “zero” che fa vincere il banco sono le commissioni di intermediazione che paghiamo sui titoli in ogni caso.

In questo momento esistono società di gestione specializzate che diversificano costantemente il portafoglio offrendo pacchetti contenenti azioni di moltissimi tipi diversi ma settorializzate i cosiddetti fondi e più ancora le sicav che ne rappresentano l’ultima evoluzione. Attraverso questi pacchetti l’investitore può disporre di portafogli già diversificati e costantemente seguiti e manipolati con compravendite mirate da personale specializzato nel settore specifico che giornalmente acquisiscono informazioni e operano sul mercato per massimizzare i rendimenti. Il risparmiatore quindi potrà avvantaggiarsi notevolmente e potrà predisporre un portafoglio selezionando alcuni di questi macro portafogli in base al settore merceologico, ai servizi, all’area geografica, alla valuta di riferimento e naturalmente alla valentia del gestore nel settore specifico.

Mantenendosi informati e osservando gli andamenti del mercato globale e le circostanze nazionali non è impossibile selezionare settori specifici di maggiore interesse per l’investitore, verificando gli andamenti e i risultati ottenuti negli anni passati e negli ultimi periodi si possono acquisire importanti informazioni sull’abilità dei singoli gestori e sull’andamento dei settori stessi. Naturalmente in borsa, come nella vita, il passato non dà garanzie assolute sul futuro ma se la società XXX nel comparto YYY ha sempre offerto rendimenti migliori rispetto agli altri esistono fondati motivi per pensare che abbia personale più valido e che continui a fornire in quel settore specifico maggiori garanzie anche in futuro.
Allo stesso modo se le notizie economiche forniscono il quadro di una nazione in crescita o di un settore merceologico particolarmente richiesto e gli andamenti dei pacchetti offerti dai molteplici gestori sono tutti di segno positivo si può ipotizzare un buon rendimento futuro in quello specifico campo.

La valuta di riferimento

Particolare attenzione sarà bene concentrarla sulle valute di riferimento dei pacchetti. Attualmente le principali sono 4:

  • Dollaro USA: è la valuta di riferimento storica, oggi scalzata dall’Euro ma rimane comunque la più diffusa anche se sta attraversando un momento decisamente difficile e perde costantemente terreno rispetto all’Euro ma probabilmente è necessario invertire il punto di vista consolidato da molti anni: in questo momento non è il Dollaro che perde terreno ma l’Euro che cresce inesorabilmente divenendo ogni giorno di più la vera moneta di riferimento.
  • Yen: è la valuta giapponese un paese che ha cavalcato per molti anni un boom economico grandioso e che ha influito enormemente in moltissimi settori merceologici, ma che al momento è in crisi come dimostra la fase calante della sua moneta e della sua economia ma che resta un grande Paese ricco di risorse umane che si riprenderà in futuro.
  • Sterlina: è la valuta inglese che qualche anno fa ha scommesso di non entrare subito nell’area Euro puntando su un miglioramento della quotazione della sua moneta che però non c’é stato, anzi la sterlina ha perso e continua ha perdere terreno come Dollaro e Yen rispetto all’Euro e gli inglesi dicono che il Governo “ha perso il traghetto” cioè l’occasione buona per entrare nell’area Euro quando la Sterlina era forte e tutta l’Inghilterra ne sta pagando le conseguenze.
  • Euro: è la valuta europea che diventa giorno dopo giorno sempre più forte e viene anche adottata da un numero sempre crescente di nazioni non Europee come “valuta di riferimento” sostituendo il Dollaro Usa che aveva a sua volta scalzato Sterlina e Franco francese molti anni fa.

Al di là delle oscillazioni transitorie non è possibile ipotizzare oggi scenari realistici di un Euro in calo. La moneta Europea continuerà a salire e a guadagnare terreno nei confronti delle altre. Ci saranno naturalmente monete locali che potranno aumentare in dipendenza di condizioni nazionali particolarmente favorevoli di crescita economica ma il trend globale sarà questo.

Tutto questo naturalmente non vuol dire che sarà opportuno effettuare investimenti solo in Euro perché alcuni pacchetti settoriali vengono offerti solo in altre valute e alcuni sono dotati di rendimenti specifici ben superiori a quelli della perdita dovuta alla svalutazione monetaria nei confronti dell’Euro rimanendo comunque ottimi investimenti.

La simulazione

Se prima la valutazione dei titoli e dei loro rendimenti era una operazione estremamente complessa e riservata agli operatori del settore che disponevano dei dati di riferimento, oggi internet offre possibilità a tutti anche al piccolo risparmiatore di valutare le proprie scelte in modo adeguato.

Le quotazioni dei titoli e dei pacchetti (fondi comuni e sicav) sono disponibili in rete con per tutti con ritardi di pochi minuti o poche ore rispetto a quelli in tempo reale o uno o due giorni per i pacchetti i cui dati più complessi da calcolare arrivano a volte con maggiori ritardi. Questi tempi sono assolutamente ininfluenti per il portafoglio del singolo utente che non ha comunque in ogni caso la possibilità di eseguire trading immediato: gli ordini di acquisto e vendita vengono resi operativi sempre con qualche giorno di ritardo e il risparmiatore deve concentrarsi sulle macro oscillazioni del mercato nel periodo medio lungo essendo impossibile o comunque estremamente rischioso operare nel brevissimo periodo. In pratica è possibile determinare un trend di andamento per una intera nazione o per un grosso settore in un periodo di mesi ma risulta praticamente impossibile prevedere le oscillazioni giornaliere o settimanali: i fattori che influiscono nel breve periodo sono troppo aleatori e assolutamente imponderabili e gli investimenti si trasformerebbero in una scommessa al buio.

Sono numerosi invece i programmi che offrono la possibilità di creare portafogli virtuali per simulare scelte e verificare i risultati ottenibili, allo stesso modo alcuni siti offrono la possibilità di creare uno o più portafogli online che possono essere gestiti come fossero reali per verificare le possibilità e selezionare gli investimenti più efficaci. Con questi strumenti e con l’utilizzo combinato dei fogli elettronici è possibile non solo selezionare gli investimenti ma seguirne l’evoluzione e tentare nuove strade verificando possibilità diverse prima di effettuare scelte reali. Non molti sanno o ricordano che i computer sono nati per le simulazioni che rappresentano la loro migliore possibilità: in una sezione dedicata Simulazione entriamo nel dettaglio per offrire una miniguida alla creazione e gestione dei portafogli virtuali che sono attualmente il più efficace strumento a disposizione del singolo investitore.

I consulenti

In ogni caso è assolutamente necessario selezionare un validissimo consulente finanziario per molti diversi motivi:

  • è necessario e consigliabile utilizzare un intermediario conosciuto, affidabile e conservare la documentazione cartacea delle nostre operazioni che fornisce garanzie più ampie rispetto al trading online soggetto a molteplici rischi;
  • è utilissimo poter disporre di un interlocutore professionalmente preparato per ragionare e verificare con lui le nostre scelte e i nostri propositi in grado anche di segnalarci errori o sviste piccole o macroscopiche sempre possibili;
  • può fornirci dati e valutazioni rese note esclusivamente o preliminarmente agli operatori del settore che possono contribuire a completare il quadro della situazione;
  • può utilmente consigliarci sulla realizzazione pratica delle operazioni offrendo strade alternative che nello stesso ambito producono migliori risultati perché, ad esempio, comportano commissioni inferiori: esistono commissioni di acquisto, di vendita, di gestione e di swicth applicati in tempi e modalità diverse e sistemi diversificati di tassazione periodica o all’uscita e il consulente finanziario può offrirci soluzioni che nell’ambito da noi scelto offrono rendimenti maggiori anche se non apparentemente;
  • può controllare il nostro portafoglio avvertendoci tempestivamente se è necessario intervenire anche in periodi nei quali non lo seguiamo direttamente o segnalarci nuove opportunità che ci sono sfuggite;

Naturalmente per quanto detto all’inizio sarà opportuno selezionare un consulente preparato e professionalmente valido. Potremo nelle fasi preliminari andarne a conoscerne alcuni prospettando a ciascuno il tipo di investimento che desideriamo fare e l’ammontare presunto facendoci suggerire un portafoglio.

Con questi dati potremo valutare i rendimenti di ciascun portafoglio propostoci negli ultimi anni (per investimenti di lungo termine) o negli ultimi mesi valutarne rendimenti e trend e selezionare il consulente che ci ha proposto il miglior portafoglio. Sarà opportuno confrontare le sue proposte con quelle selezionate da noi e decidere su un portafoglio iniziale. Successivamente sarà indispensabile continuare a tenere sotto controllo i nostri investimenti valutando costantemente i rendimenti forniti e la possibilità di migliorarli con oculati aggiustamenti in funzione degli andamenti dei mercati.

Se un settore scende o sale al dì sotto delle nostre aspettative è meglio modificare una scelta errata piuttosto che attendere una ripresa che forse sarà troppo lenta ma certamente non dobbiamo continuamente saltare da un pacchetto ad un’altro e gli swicth cioè le modifiche vanno eseguite solo dopo accurate valutazioni e valutate sempre in periodi almeno di vari mesi. Esistono settori che hanno andamenti ciclici annuali o semestrali e in ogni caso ogni cambiamento ha un costo in commissioni del quale è necessario tenere conto per evitare che gli utili vengano decurtati da modifiche troppo frequenti.

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.