Come interpretare le onde di Elliot

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Tutti coloro che operano nel Trading hanno sentito parlare, almeno una volta, delle onde di Elliot. I più osservando il grafico che le rappresenta si saranno convinte che si tratti di qualcosa di talmente complesso ed incomprensibile da essere praticamente impossibile interpretarle. Di seguito forniremo le indicazioni per farlo in modo relativamente semplice, ma prima vediamo rapidamente come queste onde nascono e cosa rappresentano.

Ralph Nelson Elliot era un ingegnere che si era dedicato allo studio dei movimenti della borsa, analizzandone circa 75 anni. Dalla sua osservazione, negli anni ’30 dello scorso secolo, Elliot dedusse che il mercato fosse caratterizzato da una ciclicità delle oscillazioni dei prezzi che si presentavano quindi come delle sequenze che si ripetevano a tot intervalli di tempo. Egli definì le sequenze che identificavano queste oscillazioni regolari pattern e le utilizzò per prevedere quale dovesse essere il movimento di un prezzo nel periodo successivo alla rilevazione osservando anche un solo pattern. Le onde descritte da Elliot devono essere, infatti, considerati dei frattali, cioè delle entità matematiche parti di un tutto che, prese singolarmente sono in grado di rappresentare integralmente e fedelmente la struttura di cui sono parte.

Come preannunciato all’inizio, definite così, le onde di Elliot appaiono davvero non interpretabili, ma vediamo come leggere il grafico ed utilizzarlo nella pratica del trading.

Il ciclo di Elliot è formato essenzialmente da 8 onde che possono essere divise in due cicli ben differenziati tra loro. Il primo ciclo, che viene definito ciclo impulsivo, è composto da 5 onde. L’altro ciclo è costituito dalle restanti tre onde ed è definito ciclo correttivo. Il cosiddetto ciclo completo altro non è che la rappresentazione delle onde 1 e 2 di un nuovo ciclo di livello successivo. Le onde impulsive sono rappresentate dalle onde rappresentate dai numeri 1, 3 e 5, le onde residue, precisamente la numero 2 e la 4, rappresentano il ciclo correttivo.

Affinché le onde di un grafico rappresentino effettivamente un ciclo di onde di Elliot, è necessaria l’osservanza di tre regole che ne costituiscono la condizione quando non:

    • La correzione dell’onda numero 2 non può mai oltrepassare il punto di origine relativo all’onda numero 1;
    • La lunghezza dell’onda numero 3 non può essere in alcun modo inferiore a quella relativa all’intero primo ciclo costituito da 5 onde. Nel caso in cui la prima onda risulti maggiore della terza, l’ultima (quella indicata con il numero 5) risulterà più breve della numero 3.
    • L’area di appartenenza dell’onda numero 4 non può mai far parte, neppure parzialmente, dell’area in cui si pone l’onda numero 1.

 

Anche i principi fondamentali sui quali si poggiano le onde sono tre:

  • quando la seconda onda è rapida e violenta, l’onda successiva, la numero 3, sarà morbida. Nel caso in cui si verifichi il contrario, l’onda numero 3 sarà rapida e violenta. Questo principio risulta utile qualora si pratichi Forex intraday;
  • Nella maggior parte dei casi l’onda 1 e quella 5 hanno la medesima lunghezza. Questo dato ci consente di prevedere quale sarà il movimento della quinta onda conoscendo la prima;
  • La fine del ciclo dovrà collocarsi tra l’onda 3 e la 4: in caso contrario sarà necessario attendere una correzione maggiore per osservare l’intero ciclo.

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