Cosa sono Fondi comuni di investimento?

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Da quando è nata la borsa la regola base dell’investimento è: differenziare il portafoglio titoli. Investire su un singolo titolo, sia esso azione, obbligazione o titolo di Stato, rappresenta infatti un rischio elevatissimo per il risparmiatore.
Il mercato borsistico è intrinsecamente instabile e destinare tutti i propri risparmi ad un unico investimento può portare al disastro soprattutto per il piccolo risparmiatore che non possiede la capacità di assorbire grandi oscillazioni negative anche solo temporanee.
E ciò naturalmente non è limitato al mercato azionario ma si estende anche a quello delle obbligazioni e dei titoli di Stato anche se con le differenze già esaminate negli approfondimenti specifici tutte queste categorie di titoli posseggono un loro livello di rischio. Differenziare un portafoglio limitato è impossibile ma possiamo farlo con i fondi comuni.

Come in ogni campo esistono professionisti che si dedicano specificatamente ad un settore di attività. Per la borsa sono le società di gestione costituite da team di esperti che si occupano esclusivamente di gestire. investendolo in titoli, un patrimonio comune di un insieme di persone.
Gli investitori affidano il proprio denaro alla società di gestione che si occupa di investire il patrimonio così costituito in azioni, obbligazioni, titoli di stato e diversificando gli investimenti per valuta, area geografica, settore, tipologia ecc.

Questa gestione presenta vantaggi considerevoli soprattutto per il piccolo risparmiatore che può accedere ad un portafoglio titoli di grande respiro e molto diversificato anche con piccole somme (cosa impossibile da realizzare con capitali modesti).
I fondi comuni sono regolamentati e soggetti a vigilanza da parte degli organismi istituzionali e la gestione professionale degli stessi permette al risparmiatore di ottenere i vantaggi dell’esperienza senza possedere nozioni specifiche.
I fondi possono essere sottoscritti attraverso i canali specializzati (società di gestione, banche, agenti, promotori, ecc. ) e venduti anche sul mercato telematico.
E’ anche possibile sottoscrivere piani di investimento che prevedono versamenti a scadenze fisse (ad esempio mensili) per incrementare nel tempo il proprio investimento.

Il mercato azionario e quello obbligazionario agiscono in opposizione tra loro quando le azioni in generale salgono e forniscono buoni rendimenti le obbligazioni divengono meno appetibili e forniscono rendite basse e si tramutano in titoli difficili da collocare sul mercato facendone scendere le quotazioni. Al contrario in un situazione di calo generale del mercato azionario le obbligazioni divengono un bene rifugio e forniscono rendimenti considerevoli.Saper comprendere e anticipare le oscillazioni di mercato è il nocciolo della tecnica finanziaria in borsa. Per i fondi di investimento è bene scegliere fra le varie tipologie quella che consideriamo più adatta al momento e alla tipologia del nostro investimento.

In definitiva i fondi comuni permettono al piccolo risparmiatore di accedere alla grande finanza e diversificare il proprio investimento con grande facilità e al prezzo di una quota di ingresso e una periodica di gestione che rappresenta l’utile del gestore di ottenere una consulenza attiva e altamente professionale del proprio investimento.

Tipologie

  • Fondi azionari
    costituiti prevalentemente da azioni sono quelli che forniscono i rendimenti più alti quando la borsa sale ma naturalmente hanno livelli di rischio proporzionalmente più elevati soprattutto nel breve periodo
  • Fondi obbligazionari
    costituiti prevalentemente da titoli di Stato e obbligazioni hanno rendimenti bassi ma sono appetibili quando la borsa scende e hanno livelli di rischio meno elevati
  • Fondi bilanciati
    costituiti da azioni, obbligazioni e titoli di Stato forniscono bassi rischi ma i rendimenti sono medio bassi perchè vengono prodotti solo se azioni e obbligazioni crescono tutte (evento rarissimo) o dalla differenza di rendimento tra le due porzioni il loro obbiettivo preminente è quindi la difesa del capitale
  • Fondi monetari
    investono in pronti contro termine e in titoli di Stato a brevissimo termine forniscono rendimenti molto bassi destinati alle eccedenze di liquidità a fronte di rischi bassissimi
  • Fondi flessibili
    sono privi di limitazioni il gestore può impiegare il capitale a sua discrezione e i rendimenti sono funzione della competenza e professionalità del gestore stesso molto di più che in tutti gli altri casi è più che mai l’abilità del gestore a determinare rendimenti e rischi

Livello di rischio: variabile

Il livello di rischio è notevolmente più basso rispetto all’investimento in titoli proprio perchè la diversificazione del pacchetto globale riduce le conseguenze di eventi negativi di portata circoscritta.
Ma naturalmente il rischio è legato essenzialmente alla capacità e professionalità del gestore: anche in questo come in tutti i campi esistono consulenti validi e meno validi e gestori di fondi che incrementano il capitale molto velocemente assumendo rischi più elevati e quelli che invece si assumono meno rischi con utili inferiori ma fluttuazioni altrettanto limitate.
La scelta va operata con oculatezza riflettendo sui risultati ottenuti dai gestori e valutandone attentamente il profilo di investimento e la capacità professionale.
L’unico parametro di riferimento della capacità del gestore sono in effetti i risultati ottenuti valutati complessivamente negli ultimi anni e più attentamente negli ultimi mesi. Una scelta ragionata può essere effettuata comparando i dati ottenuti dai diversi gestori sotto forma di grafici per operare un primo screening e una volta circoscritto il campo si può decidere comparando i dati in forma numerica.
Anche per i fondi comuni esistono rischi diretti e indiretti legati al cambio analoghi a quelli considerati per le azioni e commentati nella sezione specifica: ovviamente in questo caso è prevalente il rischio di tipo diretto e esistono fondi nelle diverse valute tra i quali scegliere in funzione delle previsioni di rafforzamento o indebolimento dell’€ relativamente alla valuta del fondo stesso.

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