Tumori alle ossa: quando ricorrere alla chirurgia mini invasiva

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Il futuro, anche per i tumori alle ossa, si chiama 3D: ci riferiamo agli impianti di vertebre o porzioni ossee stampate in 3D. Vengono sviluppate partendo da immagini Tac che consentono ricostruzioni tridimensionali in caso di neoplasie allo scopo di ottimizzare il disegno degli impianti. Il futuro potrebbe chiamarsi anche Medicina Rigenerativa. Nel presente, si continuano ad impiantare protesi anca e ginocchio grazie alla chirurgia mini invasiva al fine di intervenire anche su determinati tipi di tumore osseo.

Per scoprire quando e perché è possibile ricorrere alla chirurgia protesica di ultima generazione, è necessario approfondire l’argomento e saperne di più su cause, tipologie, fattori di rischio, sintomi del tumore alle ossa con particolare riferimento alle neoplasie del ginocchio e dell’anca.

Come si diagnosticano? Quali sono le terapie? Quando intervenire impiantando la protesi ginocchio o anca?

Le 4 tipologie di tumori alle ossa

Prendono di mira le ossa dell’intero scheletro e sono principalmente 4 i tipi di tumori ossei:

  • Osteosarcoma, il più diffuso soprattutto tra gli adolescenti, che insorge all’interno delle ossa in fase di formazione;
  • Condrosarcoma che si forma dalla cartilagine, il più comune tra gli adulti (nella fascia di età compresa tra i 40 ed i 60 anni);
  • Sarcoma di Ewing, di natura ereditaria, che coinvolge i tessuti nervosi immaturi (dei bambini) nel midollo osseo;
  • Tumore osseo metastatico (secondario) ovvero generato da metastasi provenienti da neoplasie che colpiscono altre parti del corpo.

Negli ultimi anni, sono aumentati i casi di tumore osseo che si forma direttamente nelle ossa (primario): colpisce soprattutto femore, ginocchia e tibia. Se la neoplasia viene diagnosticata in tempo, aumenta di molto la possibilità di sopravvivenza. Spesso, i sintomi vengono confusi con quelli di altre patologie.

Si può intervenire sui tumori dell’anca e del ginocchio impiantando protesi mini invasive che descriveremo più avanti.

Sintomi

Come abbiamo accennato, i sintomi spesso possono essere confusi con quelli di altre malattie come l’artrosi.

I sintomi tipici sono variabili a seconda della tipologia della neoplasia, della localizzazione e della dimensione:

  • Gonfiore e dolore localizzati nella zona colpita, i due segni più comuni. Inizialmente, il dolore può essere intermittente, intensificarsi di notte o in fase di movimento. Col progredire del tumore, il dolore diventa costante;
  • Limitazione funzionale, difficoltà nell’eseguire i più semplici movimenti;
  • Struttura ossea indebolita (a rischio fratture patologiche);
  • Febbre;
  • Affaticamento;
  • Anemia;
  • Dimagrimento ingiustificato.

Condrosarcoma confuso con l’artrosi

In particolare, il condrosarcoma (diffuso tra gli adulti) andando a colpire la cartilagine provoca sintomi che spesso possono essere confusi con patologie come osteoporosi, artrosi o infiammazioni.

Per riconoscerlo, spieghiamo meglio il quadro sintomatologico del condrosarcoma.

Il dolore è particolarmente pungente, segno della graduale degenerazione, localizzato soprattutto nelle articolazioni del femore, tibia e ginocchio, le aree maggiormente colpite.

Anche l’infiammazione si manifesta in modo diverso da quella causata da artrosi o artrite: è acuta, responsabile di gonfiore anomalo delle zone colpite, più denso. Le aree compromesse, oltretutto, diventano ipersensibili: perfino lo strofinio degli abiti o un semplice contatto con la mano risulta intollerabile, responsabile di un dolore bruciante e intenso che risponde con difficoltà ai farmaci.

Il rischio di fratture, nella fase avanzata, è un altro segno tipico del tumore osseo.

Cause e fattori di rischio

Le cause specifiche responsabili dei tumori alle ossa restano, ad oggi, sconosciute in gran parte dei casi.

In Italia, il tumore osseo non è particolarmente diffuso (un caso ogni centomila persone, ogni anno). I più colpiti sono i giovani (in media, ventenni). Sia nei bambini sia negli adolescenti la neoplasia prende di mira soprattutto le ossa con crescita rapida (femore, ossa del braccio), mentre per adulti ed anziani le zone più comuni sono anche bacino, ginocchio, spalla, mandibola.

Premesso questo, non si può parlare propriamente di cause ma di fattori di rischio che sono:

  • La crescita in caso di sarcoma di Ewing, neoplasia tipica di bambini e adolescenti;
  • Fattori genetici (sindrome di Li-Fraumeni e sindrome di Rothmund-Thompson),
  • Fattori ereditari;
  • Esposizione a radiazioni.

Diagnosi

Gli esami da effettuare per diagnosticare un sospetto tumore osseo e per verificare l’estensione della patologia sono:

  • Radiografia dell’area colpita;
  • Scintigrafia ossea o PET (tomografia ad emissione di positroni);
  • TAC (tomografia computerizzata) o, in alternativa, la più precisa Risonanza Magnetica Nucleare;
  • Biopsia ossea attraverso cui si preleva e si analizza un campione di tessuto sottoponendolo ad esame istologico.

Tumori alle ossa: terapie da valutare

I trattamenti disponibili per intervenire sul tumore osseo sono:

  • Intervento chirurgico finalizzato a rimuovere il tumore e parte del tessuto sano circostante. In certi casi estremi, non è esclusa la necessità di amputare in tutto o in parte l’arto;
  • Radioterapia che sfrutta radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule tumorali seppure questo trattamento si riveli limitato;
  • Chemioterapia con somministrazione di farmaci antitumorali per ridurre la massa tumorale prima dell’intervento o per eliminare tracce di cellule maligne dopo l’operazione. I farmaci antitumorali possono essere assunti per via orale, iniezione intramuscolare/endovenosa oppure nei vasi sanguigni.

Quando ricorrere alla chirurgia protesica mini invasiva

Nel caso in cui il tumore al ginocchio o all’anca colpisca soltanto l’osso senza causare metastasi nei polmoni, la speranza di guarire aumenta se si esegue tempestivamente una diagnosi accurata e si interviene attraverso una terapia precoce.

Si procede in questo modo:

  • Si esegue un intervento chirurgico per rimuovere il tumore insieme, eventualmente, ad alcune ossa;
  • Si sostituisce la porzione ossea mancante (rimossa nel precedente intervento) con la chirurgia protesica mini invasiva ovvero impiantando una protesi anca o ginocchio.

Queste protesi di ultima generazione, realizzate con materiali evoluti e biocompatibili, sono più piccole di quelle tradizionali.

Nel rimuovere il tumore si tenta il più possibile di risparmiare l’arto compromesso solo se il tumore può essere separato da nervi o altri tessuti.

L’obiettivo della chirurgia mini invasiva è preservare al massimo i tessuti (muscolari, molli, osso). La tecnica meno invasiva riduce l’incisione dei tessuti, il trauma (dolore e gonfiore post-operatorio), perdita ematica, tempi di intervento e recupero. Di conseguenza, questa terapia chirurgica d’elezione è indicata non solo per artrosi, traumi, artrite reumatoide ma anche in caso di tumore osseo.

Tumori alle ossa: prevenzione

La prima forma di prevenzione resta la diagnosi accurata da eseguire per verificare le cause di dolori anomali. Il dolore è un campanello d’allarme importante, un segnale che il corpo lancia quando qualcosa non va. E’ importante quindi non sottovalutarlo, non trascurarlo e indagare adeguatamente se la sintomatologia dolorosa persiste dopo 2-3 settimane.

Si può intervenire con successo, in particolare, su un tumore precoce.

Numerose ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato le virtù antitumorali di due sostanze naturali utili per prevenire i tumori delle ossa:

  • La vitamina A presente in alimenti come arance, limoni, pomodori, carote, spinaci, ortaggi a foglia verde;
  • La vitamina D che agisce rallentando la prolificazione di cellule tumorali. Un’adeguata esposizione ai raggi solari aiuta il nostro corpo a produrre vitamina D.

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